Il Pd romano è un partito cattivo, pericoloso e dannoso. La relazione di Barca scuote i democrat capitolini • Terzo Binario News

Il Pd romano è un partito cattivo, pericoloso e dannoso. La relazione di Barca scuote i democrat capitolini

Mar 19, 2015 | Politica, Roma

fabrizio-barca-675Il Pd romano è un partito cattivo, pericoloso e dannoso che lavora per gli eletti e non per i cittadini e senza alcuna capacità di raggruppare e rappresentare la società del proprio quartiere.
E’ durissimo il contenuto della relazione intermedia di mappatura dei circoli romani, affidata a Fabrizio Barca da Matteo Orfini in seguito al commissariamento del partito capitolino.

Dalle carte di Barca viene fuori il panorama incontrato fino ad oggi dal team di #mappailPd e la relazione è consultabile anche online.

Il Pd di Roma capitale non ha alcuna trasparenza ma è ricco di deformazioni clientelari e di una presenza massiccia di “carne da cannone da tesseramento”.

Barca rincara la dose e parla di due anime del partito: da un lato gli scontri correntizi e le scorribande dei capibastone, dall’altro le attività territoriali prive, però, della capacità di raggruppare e rappresentare la società del proprio quartiere. Le anime belle del partito, quindi, non hanno la capacità di “incidere” e portare il partito fuori dalle secche.

Le reazioni sono varie e contrastanti, da chi dice “ve l’avevo detto” all’assordante silenzio di chi preferisce tacere perché da anni gestisce il partito cittadino. E poi ci sono i peones dei capibastone, che magari sono alla guida dei circoli territoriali e sono stati eletti nei vari Municipi e che adesso giurano: il mio partito è pulito, sono gli altri a sbagliare. Ma gli altri chi sono?

Dalla relazione di Barca emergono anche i segni di “un partito davvero buono, che esprime progettualita’, capacita’ di raggruppamento e rappresentanza, che ha percezione della propria responsabilita’ territoriale, sa agire con e sulle istituzioni, e’ aperto e interessante per le realta’ associative del territorio e sa essere esso stesso associazione – inventando forme originali di intervento -, informando cittadini, iscritti e simpatizzanti”.

Un partito, quindi, che lavora sodo e si pone degli obiettivi giusti ma è privo di un “metodo moderno per farcela” e che a causa di una logica generale di assoggettamento del partito agli eletti, potrebbe anche apparire come un “partito cattivo”.

Ma c’è anche un “partito dormiente” dove si intravedono le potenzialità e le risorse per lavorare bene e all’interno del quale il peso di eletti e correnti è sfumato. Questa parte del partito, purtroppo, “si è chiusa nell’autoreferenzialità di una comunità a sé stante, poco aperta all’innovazione organizzativa, al ricambio, al resto del territorio”.

L’analisi del partito capitolino, tuttavia, non è completa – aggiunge Barca nella relazione – e tutti gli elementi saranno chiariti soltanto alla fine della ricognizione con i circoli.

 

“La relazione di Fabrizio Barca racconta la verità – commenta a caldo il commissario del Pd Roma Matteo Orfini -. Stiamo trovando un partito che presenta aspetti pericolosi, accanto ad altri positivi.

D’altra parte se non ci fossero state delle degenerazioni, non sarebbe stato commissariato il Pd di Roma”.

Orfini elenca i punti da cui ripartire: “Dobbiamo sprigionare energie buone e reprimere forme degenerative, come abbiamo fatto denunciando tessere false e commissariando alcuni circoli. Quando partiremo con il nuovo tesseramento ci sara’ un nuovo modello di partito. Fine marzo-inizio di aprile, questi sono i tempi”.