Dal Mediterraneo innovazione e progresso. Le sfide del TedxRoma 2015 • Terzo Binario News

Dal Mediterraneo innovazione e progresso. Le sfide del TedxRoma 2015

Mar 19, 2015 | Cultura, Roma

maxresdefaultCi siamo. Mancano due giorni e sabato 21 marzo sul palco del teatro Olimpico andrà in scena il TedxRoma 2015, dedicato quest’anno al Mediterraneo.

Scelta ragionata e strutturata quella del tema portante della manifestazione 2015: “Il Mediterraneo è un luogo di creatività e cultura, di arte e scoperta – dichiara Emilia Garito, fondatrice del TedxRoma – e la città di Roma rappresenta il luogo di incontro, il principale centro di scambio”.

Una capitale europea la nostra, ma con una fortissima vocazione mediterranea.

Innovazione, scienza, design, arte, design, tecnologia e cultura. La giornata di sabato sarà l’occasione per conoscere idee ed esperienze che rappresentano la base per un’evoluzione sociale e culturale.

 

Al centro dell’edizione del 2015 c’è il Mediterraneo. Quali sono le motivazioni di questa scelta?

Il Mediterraneo è un luogo di creatività e cultura, di arte e scoperta; da sempre ha influenzato la nostra storia europea e i suoi territori sono molto vicini al nostro Paese e a Roma che ne rappresenta il luogo di incontro, il principale centro di scambio.  Questa verità non può essere dimenticata e l’attualità dei paesi del Mediterraneo ci coinvolge continuamente.

Oggi i paesi del Mediterraneo sono noti soprattutto per la precarietà dei loro governi e le problematiche connesse al terrorismo, ma al loro interno esistono altre realtà, forse di nicchia, ma in grado di creare una nuova modernità, una nuova storia. Noi del TedxRoma abbiamo scelto di ricercare questa nuova storia e di raccontarla; abbiamo cercato tutte quelle realtà di innovazione e progresso, di arte e creatività che spesso rimangono sconosciute. Abbiamo dunque cercato e trovato le persone, le esperienze e le idee che stanno innovando i diversi Paesi del Mediterraneo da Nord a Sud, da Oriente a Occidente.

 

Cosa ci dobbiamo aspettare dagli speaker che si alterneranno sul palco del Teatro Olimpico di Roma?

Durante l’evento di sabato parleremo di innovazione, scienza, arte, design, musica, cultura, ovvero di quei fattori che rappresentano la base per un’evoluzione sociale e culturale per ognuno di noi. I nostri speaker ci racconteranno quali sono le loro idee di miglioramento, di pensiero divergente, quali le proprie visioni out of the box e ci racconteranno in che modo loro per primi stanno portando avanti queste   idee e perchè nei loro differenti paesi.

Gli speaker arrivano da quasi tutti i paesi del mediterraneo, Italia,  Spagna, Grecia, Turchia, Tunisia, Egitto, Israele, Algeria, Croazia, e molti altri e ci racconteranno dunque un nuovo Mediterraneo, mai sentito e del tutto inatteso.

 

Nel volgere di pochi anni siamo passati dalla Primavera Araba alle minacce dell’ISIS. In che modo è possibile coniugare la difficile attualità con le idee dell’innovazione?

Più che di coniugazione tra la difficile attualità politica e il tema dell’Innovazione, parlerei dell’esistenza di due differenti realtà, una politica e più presente nella comunicazione globale per l’impatto mediatico che è in grado di generare, l’altra culturale e legata alla trasformazione delle società grazie alle giovani generazioni di  innovatori.  La seconda realtà è molto più grande numericamente, ma meno comunicata.

La complessità dei paesi del Mediterraneo e le loro differenze non necessariamente convergono nella separazione o nell’ intolleranza, al contrario  esistono molte altre verità che si rivolgono alla capacità del singolo e della collettività di innovare, di vivere la propria quotidianità creando valore insieme agli altri e nonostante i continui impedimenti. La tecnologia e la globalizzazione hanno creato gli strumenti per accelerare i processi di conoscenza e apprendimento tali da superare le barriere culturali. Soprattutto nei paesi che purtroppo sono colpiti dal terrorismo esistono esempi di modernità importanti che si manifestano grazie ad una forte generazione di giovani e innovatori. L’innovazione tecnologica e la ricerca scientifica, così come l’arte e la creatività in genere sono i temi per i quali non si può parlare di confini o di frontiere, non sono temi di prerogativa dell’occidente o dell’oriente, bensì argomenti che appartengono a coloro che credono nell’importanza del progresso e che cercano l’ evoluzione. Costoro saranno in grado di generare una nuova possibilità, senza confini, un’alternativa sociale che è già esistente e che dovrebbe soltanto essere promossa con più Intensità. Di questa realtà  si può e si deve parlare quotidianamente per generare un sentimento positivo e possibilista di cui si sente il bisogno.

 

Oltre TedX: cosa succederà nel corso dell’anno?

Continueremo a fare ricerca di idee da raccontare e condividere, ricerca di storie e persone; abbiamo in programma una serie di  eventi più piccoli e specifici, ma sempre multidisciplinari, come quelli dedicati ai trend tecnologici, alle visioni del futuro creativo e all’arte. Il prossimo evento dal nome TEDxRomaSalon si terrà il 29 aprile, e sarà ospitato dalla Fondazione Memmo di arte contemporanea; tratterà il concetto di Durability   in compagnia di alcuni speaker del mondo dell’arte.

 

Su quali parole chiave deve puntare l’innovazione nel nostro paese?

Nel nostro paese l’innovazione deve partire dalla volontà di valorizzare la nostra ricerca scientifica, la quale per essere Innovazione deve diventare prodotto, applicazione, soluzione.

Dobbiamo partire dalle competenze, creare e supportare nuove imprese e start up, ma con un piano nazionale serio e lungimirante che sappia scegliere i settori strategici in cui investire.  È giusto incoraggiare la nascita delle  start up, ma poi bisogna creare anche un sistema che le sappia selezionare e collegare al mondo esterno, quello reale. Dall’altra parte il nostro sistema industriale rimane restio ad accogliere innovazione dall’esterno temendo di non essere in grado di sviluppare nuovi processi produttivi.

E’ dunque indispensabile un cambio culturale orientato all’Open Innovation che sia in grado di costruire un legame più forte tra la ricerca e l’industria, al fine di valorizzare seriamente il frutto delle nostre capacità intellettuali e inventive.

È sempre stata questa la formula del successo di paesi come Stati Uniti e, da meno di 15 anni, anche di Israele. Le risorse le abbiamo anche noi, bisogna iniziare a valorizzarle con convinzione e competenza.