“Forse bisognerebbe accelerare la nomina del nuovo assessore al commercio, che presumo debba essere il consigliere Cangani.
Avrei privilegiato le competenze alla appartenenza, ma se la politica ha scelto (a maggioranza, così si dice nel comunicato stampa dei 5 stelle) il consigliere Cangani, spero che al più presto si metta al lavoro.
E ne avrà tanto, perché in questi due anni problemi che attendono una risoluzione ce ne sono diversi in sospeso.
Il primo riguarda la desertificazione commerciale; il neo assessore dal negozio di famiglia può vederla incombente; vicino a lui sono presenti negozi che da anni sono chiusi e attendono di essere aperti, in una zona che un tempo era appetibile da un punto di vista commerciale.
In due anni non solo non sono state fatte proposte, ma nemmeno evidenziato il problema nonostante una situazione esplosiva..
A sua parziale giustificazione c’ è il fatto che nemmeno le associazioni di categoria hanno rilevato un trend pericoloso, non presentando alla stampa i dati su Civitavecchia elaborati in modo impeccabile da Confcommercio nazionale, con una scheda specifica su Civitavecchia, pur non essendo capoluogo di provincia.
Forse una conferenza stampa avrebbe dato sostanza ai numeri e una immagine più chiara riguardo l’entità del problema.
Perché Il problema è nazionale,certo,ma in tutta Italia, sono state fatte proposte per tentare di contrastare una disertificazione,che mette a rischio,socialità,sicurezza ,lavoro,perché i negozi sono presidi insostituibili di contrasto al degrado.Degrado che è ormai visibile in alcune zone della città
Attivare accordi tra Comuni, Associazioni di categoria e proprietari immobiliari per favorire canoni di locazione calmierati, rendendo sostenibili i costi d’affitto per nuove imprese o attività in difficoltà;incentivi fiscali per favorire le riaperture,semplificazioni commerciali,patti di cittadinanza.
Queste sono alcune proposte fatte in tantissime città italiane.
Sempre dalla sua postazione privilegiata ,il neo assessore si sarà reso conto della situazione del mercato di piazza regina Margherita.
La prima grande opera di rigenerazione urbana,di ristrutturazione, della giunta Piendibene ,di recupero di un luogo caro ai Civitavecchiesi,l uogo identitario,di vita sociale,luogo di incontro, perfetto centro commerciale naturale, ex motore economico della città intera,si trova dopo 15 anni di ristrutturazione in condizioni tragiche.
Al di là delle responsabilità,che dopo anni, sono un po’ di tutte le forze politiche e sociali e forse ,in parte,degli stessi operatori,il progetto poteva essere l’inizio di un rapporto diverso con la città,un rapporto inclusivo e di dialogo, un modello di gestione partecipata della città: un dialogo con residenti, gli stessi operatori,con una intera comunità che aspetta la rinascita di un luogo, per alcuni aspetti ,laicamente sacro per la nostra identità.
Una assemblea pubblica,,popolare un incontro tra cittadini ,imprese ,istituzioni,che forse avrebbe evitato i rischi a cui invece si sta andando incontro.
Perché se dopo 15 anni dovesse fallire il progetto,( oltretutto di una amministrazione passata) si aprirebbe un futuro desolante non solo per gli operatori del mercato,ma per lo stesso futuro economico della città.
È vero che i tempi della politica sono diversi da quelli delle imprese però sarebbe un pessimo segnale per il commercio,che ancora oggi è il motore della nostra economia per occupazione,numero di imprese e partecipazione al Pil.
(Tra lascio il,problema dei dehors rimandato da tutte le giunte da circa 20 anni e che spero risolva il neo assessore).
Rischiamo pertanto di essere la città che ospita il primo,porto italiano,forse tra poco il primo porto europeo per il crocerismo,e nonostante tre milioni mezzo di persone che sbarcano e circa trecentomila che rimangono( sei volte gli abitanti della città) ,vive una situazione incandescente per alcuni settori del commercio .
Una città preda di degrado, carente di visione urbanistica commerciale, priva di un regolamento commerciale adeguato,o di iniziative per il rilancio.
A tal proposito ricordo al neo assessore,visto che siamo a giugno inoltrato, che i saldi rappresentano,per alcune tipologie commerciali il 30% dei bilanci .
Da due anni ,da quando si è formata la giunta Piendibene,per i saldi,non è stato fatto niente, nemmeno si è ipotizzato il minimo sindacale per favorire un momento particolare per le attività commerciali,tipo,parcheggi legati agli scontrini,eventi nelle vie a maggiore affluenza commerciale,trasporto pubblico gratuito.
Lascio immaginare a lei le possibilità per alcune tipologie del commercio per saldi per tutto l anno per i croceristi,in un progetto specifico.
C’è bisogno di una visione strategica e coordinata che consideri le imprese del terziario nelle città come “bene comune”,con un disegno organico,con una visione completa che comprenda parcheggi,traffico,sicurezza,pulizia, politiche attive e coerenti, fiscalità e incentivi responsabili
Bisogna fare diventare Civitavecchia un problema nazionale,una vera assurdità economica: una città che ospita un porto con record europei e che invece ha prospettive desolanti per parte del commercio.
Una contrapposizione incomprensibile; per la soluzione di questo problema non è più sufficiente Confcommercio locale ,forse un po’ troppo legata ad interessi locali e schemi limitati,ma puntare a livelli superiori,e coinvolgimenti di più alto livello.
Confcommercio nazionale ,consapevole che le città sono in continua trasformazione,come a Civitavecchia .senza visione organica,( desertificazione commerciale,fenomeni di sfruttamento intensivo come l affitto breve indiscriminato)ha un progetto già avviato,in diverse città
Si chiama “Cities “ il progetto strategico di Confcommercio dedicato alla rigenerazione urbana e al rilancio delle economie di prossimità. L’obiettivo principale è contrastare proprio la “desertificazione commerciale” nei centri storici e nelle periferie, trasformando i centri abitati in laboratori di innovazione, sostenibilità e coesione sociale. Ad Orvieto per fare un esempio Comune e Confcommercio hanno firmato un protocollo per mappare i flussi pedonali e usarli nel centro storico come base per decisioni di pianificazione commerciale. Civitavecchia ed il suo porto potrebbero divenire un “case history nazionale” avviando strumenti di analisi e monitorando numeri ,dati urbanistico commerciali, creando un osservatorio permanente,monitorando la disciplina delle merceologie nel centro storico,i dati delle crociere ,i numeri dei croceristi per pianificare flussi e trasformazioni ; promuovendo un esempio di convivenza ,sviluppo,progettualità comune e obbiettivi comuni che mai a Civitavecchia hanno visto insieme Adsp e amministrazione comunale.
Ecco questo progetto potrebbe finalmente coniugare sinergia e collaborazione ,visione strategica comune tra porto ,città e imprese del terziario.
Conosco la professionalità e le competenze di Confcommercio nazionale , si porti Civitavecchia ed il suo porto a caso nazionale all’interno del progetto Cities,si chieda di essere inseriti nel progetto,si organizzi un incontro,un confronto tra comune,Adsp,Confcommercio, per mettere fine alla contrapposizione stridente tra due entità che sono obbligate ad uno sviluppo comune,si coinvolgano le Ccia per definire il giusto rapporto tra la città ,il territorio ed il suo porto.
Le competenze valgono in tutti i campi,e forse anche negli organismi professionali, spesso non vengono utilizzati.
Si tratta di una crisi strutturale e la Confcommercio a Civitavecchia deve diventare protagonista nei confronti dei milioni di croceristi e cittadini attraverso progettualità concreta,orientando le traiettorie economiche.
Certo bisogna pure dare attenzione e spazio alle ordinanze anti alcol,ai problemi locali .ma forse anche prevedere un futuro ,un po’ visionario per le imprese commerciali di questo territorio ,sarebbe cosa giusta
