“Nel periodo 2012/2025 sono spariti, solo ed esclusivamente nel centro storico di Civitavecchia,114 imprese commerciali, ovvero il 22.3% delle attività commerciali presenti.
Questi sono i dati ripresi dall’osservatorio sulla demografia di impresa di Confcommercio con il centro studi Guglielmo Tagliacarne.
Dati che aspettavo venissero presentati finalmente anche a Civitavecchia, così come fatto in tante città; dati tremendi, pericolosi, che ora obbligano ad interventi immediati e consistenti.
A Civitavecchia sono scomparse le edicole, passate da 12 a 3, i distributori di carburante da 13 a 7, i negozi di ferramenta da 49 a 33, i negozi di abbigliamento e calzature passate dai 95 a 53, un calo che si avvicina al 50%.
Mobili e ferramenta sono passati da 49 a 33, aumentano di 3 unità i negozi di telefonia e tengono con un lievissimo calo libri e giocattoli.
Parallelamente alla riduzione dei negozi si rafforzano le attività legate al turismo ed al consumo fuori casa.
Non tanto gli alberghi che rimangono nello stesso numero, quanto le forme di alloggio extra alberghiero, esplose da 3 a 25, sempre limitatamente al centro storico.
Alcune anomalie da riscontrare nei dati: i bar calati da 83 a 63 e non è un buon segnale, un aumento incredibile che sfiora il 50% di esercizi non specializzati (alimentari e non alimentari) dove rientrano sia ipermercati, discount sia ( almeno presumo ) i vari negozi minimarket, empori presenti in città a cui corrisponde un calo limitato per quanto riguarda il commercio ambulante.
Una situazione preoccupante che spero sia oggetto di grande attenzione da parte delle associazioni di categoria e dell’amministrazione, nel tavolo di coordinamento costituito poco tempo fa; rafforzare le politiche di rigenerazione urbana, sostenendo con forza il commercio di prossimità, collegando in un nesso stretto urbanistica e sviluppo economico; politiche urbane più attente al terziario, interventi sulla fiscalità locale ,sulla mobilità e sulla sostenibilità economica di imprese che tengono vivi quartieri e centro storico.
I negozi di vicinato sono protagonisti del governo urbano, insieme a loro vanno ipotizzate strategie per recuperare e riavviare i negozi sfitti,simbolo di degrado.
I negozi di vicinato ed i mercati ambulanti sono un presidio fondamentale di socialità ,servizio e sicurezza per i Civitavecchiesi.
Rischiano di scomparire , con la concorrenza spietata dell’on line a meno di interventi di emergenza : un piano che preveda detassazione locale per tre anni sulle nuove aperture, decontribuzione sui contratti di lavoro, una semplificazione burocratica estrema ,e un diverso rapporto fiscale con i giganti dell’on line, per non parlare dei rapporto con il porto ed il crocerismo, che vede sbarcare ,in un anno a Civitavecchia trecentomila persone, in pratica tre volte gli abitanti di Civitavecchia .
Si tratta di una emergenza non solo per il terziario ma per la vivibilità della stessa città”
Tullio Nunzi
