Si sono concluse ieri pomeriggio le operazioni di sbarco nel porto di Civitavecchia per la Life Support, la nave di ricerca e soccorso di EMERGENCY. In totale, sono 123 le persone portate a terra, soccorse in tre distinti interventi avvenuti tra il 13 e il 14 marzo in acque internazionali (zone SAR libica e maltese).
Il gruppo di naufraghi è composto prevalentemente da uomini, ma la bordo viaggiavano anche 20 donne e 26 minori non accompagnati. Le persone soccorse provengono da paesi martoriati da conflitti e crisi climatiche, tra cui Nigeria, Sudan, Sud Sudan e Somalia.
“Ringraziamo le autorità e i volontari che ci hanno supportato”, ha dichiarato Domenico Pugliese, Comandante della Life Support. “Le operazioni si sono svolte senza difficoltà e le persone sono state accolte in maniera degna. La nave si prepara ora a una nuova missione nel Mediterraneo centrale, dove c’è più bisogno.”
Le storie raccolte a bordo dalla mediatrice culturale Annachiara Burgio descrivono viaggi estenuanti segnati da abusi. Molti naufraghi hanno riferito di aver subito torture fisiche e psicologiche durante la permanenza in Libia.
Particolarmente toccante la testimonianza di uno studente universitario sudanese, costretto a fuggire a causa della guerra civile. Queste le sue parole: “A Khartoum ho visto violenze e ruberie. In Libia ho sofferto la prigionia arbitraria e il razzismo. Ora che sono in Europa, mi aspetto protezione, sicurezza e supporto psicologico come richiedente asilo.”
EMERGENCY ha sottolineato come l’assegnazione del porto di Civitavecchia come Place of Safety (POS) abbia comportato criticità logistiche e umane per la distanza di oltre 500 miglia dal punto dei soccorsi, costringendo i naufraghi a tre ulteriori giorni di navigazione con mare mosso.
Inoltre, l’organizzazione ha segnalato episodi di possibili intercettazioni illegali da parte della Guardia Costiera libica, confermate dal velivolo di ricognizione Seabird. EMERGENCY ricorda che i respingimenti verso la Libia violano il diritto internazionale, non essendo quest’ultima considerata un paese sicuro.
Dall’inizio del 2026, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni ha già registrato 550 vittime sulla sola rotta del Mediterraneo centrale, un dato in forte aumento rispetto ai numeri complessivi del 2025.
Con questa operazione, la Life Support conclude la sua 41esima missione. Dal dicembre 2022 a oggi, la nave di EMERGENCY ha tratto in salvo un totale di 3.371 persone.
