Alberi del mercato di Civitavecchia, "sono un patrimonio naturale, serviva più condivisione nella scelta" • Terzo Binario News

Alberi del mercato di Civitavecchia, “sono un patrimonio naturale, serviva più condivisione nella scelta”

Gen 1, 2026 | Civitavecchia, Politica

L’opinione espressa da Barbara Costanzo

La vicenda dei lecci di piazza Regina Margherita continua a suscitare un profondo disappunto in una parte sempre più ampia della cittadinanza.

Non si tratta soltanto di una contrapposizione tra chi è favorevole o contrario a un progetto di riqualificazione urbana, ma di una questione più ampia che tocca il rapporto tra amministrazione, territorio e bene comune.

Gli alberi non sono semplici elementi di arredo urbano sacrificabili in nome di scadenze e finanziamenti.

I lecci di piazza Regina Margherita rappresentano un patrimonio naturale, storico e identitario che appartiene a tutti. Sono testimoni silenziosi del tempo, parte integrante del paesaggio urbano e della memoria collettiva della città. Ridurli a un “problema tecnico” o a un intralcio progettuale significa ignorare il valore ambientale, sociale e culturale che essi incarnano.

Colpisce, ancora una volta, l’assenza di una reale condivisione con la cittadinanza. Un progetto finanziato con fondi pubblici, destinato a trasformare uno spazio centrale e simbolico, avrebbe dovuto prevedere un confronto preventivo e trasparente. Invece, molti cittadini hanno appreso dell’abbattimento solo a lavori avviati, generando sfiducia e una legittima sensazione di esclusione dalle decisioni che riguardano il bene comune.

Le perizie tecniche presentate non hanno dissipato i dubbi. Al contrario, le valutazioni di professionisti indipendenti mettono in discussione l’idea che l’abbattimento sia l’unica soluzione possibile. Parlare di alberi “malati” senza distinguere tra problemi strutturali e condizioni fisiologiche appare riduttivo e funzionale a una scelta già compiuta. La manutenzione errata nel corso degli anni non può oggi diventare la giustificazione per una rimozione definitiva e irreversibile.

È legittimo e necessario riqualificare il mercato cittadino, migliorarne la funzionalità e il decoro. Ma la rigenerazione urbana non può e non deve passare attraverso la cancellazione del verde esistente, soprattutto quando questo è maturo, vitale e insostituibile nel breve e medio periodo. Il verde non è un optional: è infrastruttura ambientale, è salute pubblica, è qualità della vita.

La mobilitazione di cittadini, comitati, attivisti e professionisti dimostra che esiste una sensibilità diffusa e una richiesta chiara: fermarsi, riflettere, valutare alternative. Le oltre duemila firme raccolte, tra online e cartaceo, non sono un atto di protesta sterile, ma l’espressione di una comunità che chiede ascolto e rispetto.

Difendere gli alberi di piazza Regina Margherita non significa opporsi al cambiamento, ma chiedere un cambiamento più giusto, più sostenibile e più condiviso. Perché una città che sacrifica il proprio patrimonio naturale senza ascoltare i suoi cittadini è una città che perde un’occasione preziosa: quella di crescere senza rinnegare le proprie radici.

BARBARA COSTANZO