Punta di Palo: da polo alberghiero di Ladispoli a residence di lusso • Terzo Binario News

Punta di Palo: da polo alberghiero di Ladispoli a residence di lusso

Gen 18, 2023 | Ladispoli, Politica

La creatività urbanistica di Ladispoli è ormai nota a tutti, specialmente agli stessi cittadini ladispolani.

Quello che era un borgo balneare di Cerveteri nei primi anni ’60, nel giro di soli venticinque anni è diventata una cittadina con un boom edilizio che ora sta evidenziando tutti i suoi difetti specie sul fronte dell’obsolescenza in un Piano Regolatore Generale la cui variante, ancora in itinere, non è assolutamente adeguata.

Speculazione, VAS, programmazione inesistente, traffico e via dicendo sono temi snocciolati e lo saranno anche in futuro.

Stavolta si pone in evidenza un curioso caso sul quale è si è generata una riflessione tramite dei contatti social.

Premesso che non ci sono documenti pubblici per procedere ad approfondimenti, e quindi reati da denunciare, non è passata inosservata un’incongruenza palese in un processo che ha portato, in pochi anni, un piano di lottizzazione finalizzato a creare un polo ricettivo alberghiero per lo sviluppo turistico di Ladispoli, vedendolo trasformarsi con un paio di passaggi tecnici in un residence di ville di lusso.

Nessun pregiudizio ma ad ogni campagna elettorale vengono propinati sermoni noiosi sulle necessità ricettive, quindi questa metamorfosi rappresenta una anomalia visto che Ladispoli ha bisogno di strutture moderne che possano portare opportunità nell’ambito che di solito viene definito M.I.C.E. (Meetings, Incentive, Congress, Events).

È emersa la classica sequenza di atti, forse tutti singolarmente leciti, il cui risultato è però il contrario del bisogno per il quale si era trasformato del terreno agricolo in edificabile.

Ovviamente, si sa. il diavolo è nei dettagli che, non a caso, sono ben celati.

Si parla dei terreni all’ingresso sud di Ladispoli, ai piedi del cavalcavia a pochissime centinaia di metri, decisamente troppo poche, dal Bosco di Palo sito di interesse comunitario e protetto.

Molti ambientalisti hanno più volte sottolineato come quei terreni siano un patrimonio che connette l’Oasi del Bosco ai terreni liberi e quindi molto importanti per la biodiversità.

Tuttavia negli anni ’90 non c’era la stessa sensibilità ecologica ma c’era, come oggi, bisogno di strutture alberghiere a sostegno del turismo. Fu così che i proprietari di quei terreni ottennero una trasformazione da agricolo ad edificabili con destinazione alberghiera.

Correva l’anno 2002 e si parla della Delibera di Consiglio Comunale n.80 del 11/11/2002. Sono circa 11ettari per attrezzature ricettive e sportive, dei quali circa la metà doveva andare al Comune per servizi e verde pubblico. Partì il consueto iter – a quei tempi non esisteva la VAS – e vennero raccolte le osservazioni ed inviato tutto in Regione che poi, in assenza di osservazioni, concesse al Dirigente di attuare ciò che il Consiglio Comunale aveva deliberato, con avallo per silenzio della Regione.

Successivamente i proprietari presentarono, nel 2010, un P.R.I.N.T. di riqualificazione urbanistica che veniva alla fine approvato con Delibera di Consiglio Comunale n.94 del 10/12/2010 e, visto che la normativa era cambiata, viene assoggettato a VAS che la Regione però archiviò per mancanza di documentazione con Determina Regionale G03445.

Pochissimo prima di questa Determinazione però, guarda caso, la proprietà, nel frattempo è cambiata e presenta una domanda, ai sensi del Piano Casa Nazionale, chiedendo di convertire parte della cubatura in residenziale a canone calmierato quindi per finalità ancora simil-sociali arrivati al 2017 con la DD 201 dell’1/2/20217 a valle di una Conferenza di Servizi presso la Regione che termina con precise prescrizioni da inserire in Convenzione.

Vengono così rilasciati i permessi di costruzione a valle di semplici atti amministravi di Determinazione ma la nuova Giunta, memore delle promesse elettorali, prima si oppone sospendendoli, successivamente perde il ricorso al TAR e finisce alla fine per accordarsi con la proprietà su una convenzione di cui è nota solo l’attuazione con una modifica dell’art. 22 della convenzione e, verisimilmente, con tavole aggiornate, ma non ci è stato possibile sapere come, e questo accade con la Delibera di Giunta 174 del 2/10/2020.

È presumibile che la cubatura oggi realizzata sia stata inserita in questa fase. Ovviamente la cosa viene pubblicizzata come un nuovo modo di urbanistica contrattata, ma in realtà si è persa traccia della finalità alberghiera e, a tutt’oggi, non risulta attuata la cessione delle aree promesse dal 2002.

Il resto è storia di oggi, con un progetto di ville che i venditori pubblicizzano di lusso già in vendita, almeno sulla carta come non è pubblica la convenzione che pure dovrebbe garantire i cittadini nel poter ottenere verde pubblico e servizi.

Non è dato sapere dove andranno le fogne né se la distanza dal Bosco di Palo sia stata rispettata e neanche se siano mai state cedute le aree, dando seguito alla convenzione, tutto rimasto nel mistero, almeno per noi.

Ma il punto non è questo bensì notare che l’unica decisione del Consiglio Comunale, che è sovrano, risale al 2002, su un diverso Piano Regolatore e diverse regole di tutela dell’ambiente e la Deliberazione era chiaramente nel senso di accettare la trasformazione ma per pubblica utilità sia per le cubature concesse che per la destinazione delle aree pubbliche.

Da allora solo una serie di Determinazioni dei Dirigenti e delle Giunte Comunali hanno portato ad una totale metamorfosi, che prima ha portato all’introduzione di cubatura residenziale, a canone calmierato, per poi finire per trovare sul territorio ville di lusso.

Fra l’altro l’ultima determinazione VAS risulterebbe essere archiviata per carenza di documentazione e ci si chiede perché questo nuovo procedimento non sia stato assoggettato a VAS ed essendo la modifica sostanziale stata introdotta nel 2017, la cosa non è banale vista la scarsa distanza dal Bosco di Palo.

Quindi dall’utilità pubblica alle ville di lusso scardinando il sistema con il passaggio intermedio per edilizia a canone calmierato, il tutto senza passare per una rivalutazione del Consiglio Comunale che è sovrano in materia e le susseguenti osservazioni dei cittadini, ma tutto solo attraverso dirigismi tecnico politici e decisioni di sindaci che contemporaneamente erano anche assessori all’urbanistica, un vizio tutto ladispolano.

Il tutto accompagnato, naturalmente, dai soliti strombazzamenti politici. Sembra nulla confronto alle metamorfosi kafkiane mentre le stelle (degli alberghi) stanno a guardare.