Il Campidoglio di Roma con la sua piazza e gli studenti delle scuole medie si è riempito dei colori della pace nella manifestazione organizzata dai Giovani per la Pace. L’arcobaleno, ma anche il bianco dei foulard sventolati dai giovani, a simbolo del candore della pace e della sua risposta chiara. Finché non finirà la guerra, i Giovani per la pace faranno sentire la loro voce e inviteranno tutti a esporre un fazzoletto bianco, per ricordare che i conflitti sono come una macchia indelebile, strade senza ritorno, violenze da far cessare il prima possibile.

Sono intervenuti Paolo Impagliazzo di Sant’Egidio, che ha ribadito che la guerra è uno strumento del passato, con la quale si infliggono sofferenze a tutti, soprattutto ai più poveri. Sofferenze che Lea Polgar ha conosciuto, da bambina ebrea espulsa da scuola e poi in fuga dalla persecuzione: il suo racconto è diventato appello commosso all’accoglienza degli ucraini in Italia, che avranno bisogno di tutto, a partire dal ritrovare calore umano. Il sindaco Roberto Gualtieri ha richiamato al grande bisogno di pace di tutta la società, che si traduce in accoglienza e solidarietà.
Lo slogan dei ragazzi riuniti in piazza arriva fino in cielo e vuole raggiungere tutti i popoli della terra: “Sì alla pace, no alla guerra”.
