Il Comitato Usi Civici propone la sua soluzione per sbloccare l’annoso problema del gravame: un studio documentato dell’architetto specializzato Paola Rossi che possano fare proprio Pincio e Regione e, utilizzandolo, correggere un problema che pesa sulla vita di molti civitavecchiesi nonché sugli interventi del comune stesso. Mentre la Regione contestualmente, deve provvedere a una modifica amministrativa per non finire sommersa di cause.
Ieri all’aula Calamatta i rappresentanti dei cittadini con Vincenzo Battilocchio in testa hanno presentato il lavoro, con l’architetto Rossi che l’ha presentato e consiglieri di diverse forze politiche che lo hanno sostenuto. Infatti erano presenti i consiglieri Vittorio Petrelli, Vincenzo Palombo, Fabiana Attig, Marco Piendibene e Pasquale Marino, oltre al sindaco Ernesto Tedesco. Questi ha chiarito subito: <Recepiamo immediatamente il documento e forti della condivisione totale del consiglio comunale, ci faremo garanti della trasmissione dell’atto in Regione affinché si ponga la base di una nuova cartografia di Civitavecchia”.
Impresa questa che richiederà diversi mesi di lavoro e l’incarico affidato a professionisti specializzato ma è l’unico strumento per una soluzione definitiva. Su cosa fa leva la professionista che ha studiato il caso? <Intanto si deve lavorare sull’aspetto tecnico – dice Paola Rossi – legato alla necessità di cessare l’esecutività della perizia Monaci per dar vita ad una nuova ricognizione finalmente corretta, come recentemente auspicato dalla Regione Lazio. Poi c’è l’aspetto amministrativo gestionale per assicurare una più attenta gestione delle proprietà collettive”.
Per quanto attiene la stesura delle perizie, al Comitato risulta che la Regione Lazio ha già nominato un perito che interverrà nelle cause in corso mentre <attendiamo che la Regione concretizzi quanto annunciato circa la nomina di “un perito che effettui una nuova ricognizione catastale”>.
Non solo: secondo una stima approssimativa, rispondendo alle cause intentate da un centinaio di particelle (con circa mille procedimenti avviati per circa 3mila particelle), ci vorrebbero circa 50 anni per evaderle tutte. Per questo serve un perito e un istruttore risulta necessaria.
“Ora è assolutamente necessario che si rediga finalmente ed in tempi rapidi, alla luce della Sentenza cron.181/1990, ma anche delle sentenze commissariali degli anni 2019-2020, di tutti i documenti agli atti e di tutte le osservazioni documentate presentate dai cittadini alla R.L., una corretta ricognizione generale istruttoria e peritale (un perito ed un istruttore) a nomina regionale e/o commissariale al fine di ottenere relazioni e cartografie storiche e tecniche
complete sotto ogni aspetto e per dirimere definitivamente ogni errore, lacuna o dimenticanza” conclude l’architetto Rossi.
Sempre l’architetto precisa che per lei i terreni di Tenuta Ferrara sono tutti liberi perché i terreni sono stati transatti mentre la tenuta XIII Quartucci è privata gravata per gran parte non rivendicata.
In altre parole ci sono centinaia di ettari di superficie cittadina non gravata da usi civici. Nel documento commissionato invece all’avvocato Paolo De Angelis si fa preciso riferimento all’agire dell’Università Agraria, per la quale si chiedono urgentemente le elezioni.
