I cittadini sono giustamente preoccupati ed esigono risposte da Grando
Nella struttura istituzionale italiana il sindaco è “autorità sanitaria locale. In questa veste, ai sensi dell’art. 32 della legge n. 833/1978 e dell’art. 117 del D.Lgs. n. 112/1998, può anche emanare ordinanze contingibili ed urgenti, con efficacia estesa al territorio comunale, in caso di emergenze sanitarie e di igiene pubblica”.
Ma sembra che Alessandro Grando non lo sappia perché finora, a parte qualche post sui social, non solo non ha attuato alcun intervento ma non ha risposto a uno solo dei quesiti che i ladispolani – preoccupati – gli hanno chiesto e che continuano a chiedergli.
“I contagi sono 237, con un +49 dei quali 46 sintomatici” riporta l’ultimo dato Asl. Come già riportato in precedenza, cinque contagi ogni 1.000: un’incidenza che non si verifica in nessun altro comune del Litorale compresi come Civitavecchia o Fiumicino (dove peraltro insistono scali internazionali) ben più popolosi di Ladispoli.
Le domande dei cittadini sono: è stato attivato il Coc? (Fiumicino lo ha aperto con neanche 90 contagi);
esiste un piano d’emergenza comunale nel caso la situazione peggiorasse repentinamente?
è stata indetta una riunione con i capigruppo del consiglio comunale?
sono state richieste alla Asl notizie più precise sui contagiati al Covid e in particolare su: numero di tamponi effettuati al giorno; totale di sintomatici e asintomatici tra i contagiati; ospedalizzati tra i residenti, numero di casi in terapia intensiva, fascia d’età dei contagiati?
possibile provenienza dei contagi? Pendolari o altri lavoratori?
come si stano gestendo le famiglie in quarantena?
Il Gonzaga è da considerarsi un focolaio?
Finora il tutto si è ridotto a un: “Situazione sotto controllo, sono solo aumentati i tamponi”.
Queste risposte non bastano più, l’attendismo ora non serve.
a.v.
