Garbatella, sfratto per la Lazio Nuoto: "Scelta inspiegabile" • Terzo Binario News

Garbatella, sfratto per la Lazio Nuoto: “Scelta inspiegabile”

Ago 30, 2020 | Politica, Roma

Il Comune: “Nessun attacco al mondo Lazio”

“Nonostante il Tar con una sentenza abbia dato ragione alla Lazio Nuoto sull’ormai nota vicenda della piscina e nonostante l’assessore Frongia avesse riconosciuto il successo della Lazio, l’amministrazione in piena estate, con una forzatura, ha riassegnato l’impianto alla Maximo escludendo la Lazio. Una scelta inspiegabile che appare come un accanimento nei confronti della Lazio che non interromperà le attività ed è pronta a difendersi in ogni sede e a chiedere i danni ai soggetti interessati”. Questa la nota della SS Lazio Nuoto.

“Un avviso di sfratto nella settimana di ferragosto che diffida la Lazio Nuoto a lasciare i primi di settembre l’impianto della Garbatella, gestito da 34 anni in modo eccellente dalla società biancoceleste. Un cartello è stato affisso all’esterno della piscina con un’azione sorprendente e inspiegabile che ha disatteso quanto stabilito dal Tribunale Amministrativo del Lazio solo poche settimane fa”.

“La sentenza appariva chiara: i giudici amministrativi hanno messo nero su bianco come l’amministrazione Raggi abbia “disatteso le regole da essa stessa poste” affermando inoltre che “dall’erronea applicazione di tali regole è scaturita l’ammissione alla gara della S.S.D. Maximo a.r.l. che, invece, non poteva parteciparvi, non avendo i requisiti speciali di partecipazione richiesti dal bando a pena di esclusione”, concludendo che “va annullata l’aggiudicazione della gara disposta in favore della SSD Maximo””.

“Nessun dubbio sull’interpretazione della sentenza era stato sollevato dall’assessore allo sport Daniele Frongia che anzi, quasi complimentandosi con la Lazio, aveva commentato così le motivazioni della sentenza in un’intervista a RomaToday: “Lazio Nuoto ha fatto ricorso sulle questioni tecniche della classifica ed anziché essere seconda è prima. Il TAR ha dato ragione ad una società che aveva contestato l’esito del bando. Ma questo prescinde dal Campidoglio. A noi interessa, come amministrazione, che ci sia un concessionario in regola, che paga il giusto e che offre un servizio ai cittadini”.“

“Eppure, nonostante quanto stabilito in maniera chiara ed inequivoca dal TAR del Lazio, l’amministrazione Raggi e in particolar modo il dirigente capitolino Roberto Ziantoni, andando persino in contraddizione con la richiesta di chiarimenti avanzata dall’Avvocatura dello stesso Comune al Tar (nel giudizio di ottemperanza alla sentenza), ha esercitato il potere amministrativo in modo del tutto illegittimo aggiudicando nuovamente la gara ad una società che “non poteva parteciparvi”, pregiudicando così gli interessi della Lazio Nuoto che, in ragione della dovuta esclusione della Maximo dalla gara (il condizionale è d’obbligo) sarebbe dovuta risultare vincitrice della stessa”.

“In pratica Roma Capitale, nonostante quanto stabilito dai giudici amministrativi e quanto dichiarato dall’assessore Frongia, ha prima chiesto al Tar chiarimenti sulla sentenza per poi, senza attenderli, attraverso le decisioni prese del dirigente capitolino Roberto Ziantoni, ha riaperto la gara, cambiato la Commissione Giudicante, avviato una nuova istruttoria e richiesto nuova documentazione a Maximo, in modo da poterle riaggiudicare la gara”.

“Sembra che la priorità assoluta di Roma Capitale sia quella di cacciare ad ogni costo la Lazio Nuoto dall’impianto della Garbatella, quasi a farne un motivo di vanto personale – spiega Daniele Sterrantino, legale e vicepresidente della Lazio Nuoto – assegnando la struttura a una società che, citando la sentenza, il Tar ha dichiarato essere priva dei “requisiti speciali di partecipazione al bando”. Inoltre sulla ri-aggiudicazione operata dallo stesso Arch. Ziantoni, pendono ancora abbondantemente i termini di ricorso previsti dalla legge per l’impugnazione avanti al Tar e quindi si instaurerà addirittura un terzo giudizio. Per cui mi sembra quantomeno imprudente la diffida di sfratto operata in queste ore”.

“Ferma l’impugnazione di tale ri-aggiudicazione, la Lazio Nuoto ha inoltre dato mandato all’Avv. Francesco Colosimo di valutare la sussistenza di eventuali profili sul piano penale. Di fronte a tali macroscopiche evidenze la S.S. Lazio Nuoto non intende tollerare passivamente le illegittime condotte assunte da Roma Capitale, né tanto meno conformarsi alle stesse in quanto contrarie a quanto disposto dal TAR del Lazio e volte a pregiudicare con intento persecutorio i diritti ed interessi della Società”.

“Proprio per tali ragioni ed in attesa che le Autorità che verranno investite nella vicenda pronuncino i dovuti provvedimenti, l’attività sportiva della S.S. Lazio Nuoto all’interno della Piscina della Garbatella non cesserà a far data dal 3 settembre. Nel frattempo ci si interroga sul perché l’amministrazione Raggi perseveri con evidente e immotivato accanimento nei confronti del mondo Lazio. Un attacco alla Lazialità che mette in pericolo la sopravvivenza di una delle più storiche e titolate sezioni della più antica polisportiva d’Europa, che dovrebbe rappresentare un vanto per la giunta, come è sempre stato dal 1900”.

“Non cederemo a quella che appare sempre più una persecuzione dell’Amministrazione Raggi, che vuole azzerare la storia gloriosa dei 120 anni del nostro sodalizio, procurandoci sempre maggiori danni patrimoniali di cui qualcuno dovrà rendere conto. Sappiamo che la ragione è dalla nostra parte e combatteremo con tutte le nostre forze sul piano del diritto, in tutti i gradi di giudizio”, la chiosa del Presidente Massimo Moroli.

GARBATELLA, DA ROMA CAPITALE UN ALTRO ATTACCO AL MONDO LAZIONonostante il Tar con una sentenza abbia dato ragione alla…

Pubblicato da SS Lazio Nuoto su Venerdì 28 agosto 2020

Questa la replica dal Campidoglio: ” Dispiace leggere le parole del Presidente della Lazio Nuoto che parla di “attacco al mondo Lazio” e di “accanimento nei confronti della Lazio” per commentare la propria sconfitta al bando per l’assegnazione della piscina della Garbatella”.

“Dispiace perché è vero esattamente il contrario, non solo con riferimento al “mondo Lazio” in generale ma anche con riferimento specifico alla Lazio Nuoto, nei confronti della quale l’Amministrazione ha fatto tutto ciò che le leggi consentono per fornire un sostegno concreto ed evitare lo scenario che oggi la società deve fronteggiare, e cioè dover cercare rapidamente una nuova casa”.

“Nel comunicato stampa della società biancoazzurra viene raccontata una storia non vera e vengono tralasciati dei passaggi importanti che vogliamo ripercorrere a beneficio di coloro che stanno seguendo la vicenda. È importante premettere che negli ultimi due anni la Lazio Nuoto ha avuto la possibilità di utilizzare la piscina della Garbatella, nonostante la propria concessione sia giunta a scadenza naturale, esclusivamente grazie alla volontà politica dell’Amministrazione Raggi di evitare la ripresa dell’impianto da parte del Dipartimento Sport fino alla conclusione della procedura per la nuova concessione”.

“Questo è un grande aiuto che è stato dato alla società e ci amareggia vedere che non venga menzionato da coloro che, invece, parlano di “attacco al mondo Lazio”. Senza il nuovo regolamento, approvato proprio dall’attuale Amministrazione capitolina, la Lazio Nuoto sarebbe stata sfrattata già nel 2018 o, in alternativa, avrebbe dovuto pagare un canone 10 volte superiore rispetto a quello agevolato che invece le è stato concesso di continuare a pagare (con uno sconto del 90% rispetto al canone di mercato)”.

“Aver riconosciuto l’importanza sociale delle attività svolte dalla Lazio Nuoto, anche dopo la scadenza della concessione, ha fatto risparmiare alla società decine di migliaia di euro. Conoscere questi fatti e, ciononostante, parlare di accanimento di Roma Capitale contro la Lazio è una vera follia”.

“L’Amministrazione capitolina ha incontrato innumerevoli volte i rappresentanti della Lazio Nuoto, sia prima che dopo la scadenza della concessione, con l’intento di sostenere la storica società romana. Abbiamo più volte invitato la società a presentare un progetto sulla stessa piscina della Garbatella o su un altro impianto, come ad esempio la piscina di via Casal Bianco o di via Sebastiano Satta. La verità è che la Lazio Nuoto non ha mai presentato, in questi anni, una proposta concreta di partenariato, l’unica via alternativa a quella del bando pubblico”.

“Grazie al nuovo regolamento, la Lazio Nuoto ha avuto anche la possibilità di partecipare a un altro bando, quello per la piscina di via Taverna, ma ha consegnato la propria offerta a termini scaduti. Più che di accanimento di Roma Capitale nei confronti della società, il Presidente dovrebbe fare autocritica e chiedere scusa ai tifosi e ai tesserati per i propri errori”.

“Ci teniamo, infine, a chiarire per l’ultima volta la vicenda del bando della piscina della Garbatella. La Lazio Nuoto ha presentato un ricorso nel quale ha contestato a Roma Capitale la legittimità del bando e alla società sportiva Maximo il possesso dei requisiti di partecipazione allo stesso”.

“Il Tar ha rigettato la contestazione nei confronti di Roma Capitale, confermando la piena legittimità del bando, ed ha parzialmente accolto la contestazione nei confronti della SSD Maximo. Per questo motivo la nuova commissione valutatrice (che è un organo tecnico, indipendente dalla politica, composto da dirigenti e funzionari comunali estratti a sorte), applicando pedissequamente quanto stabilito dai giudici del Tar, ha svolto un approfondimento, verificando tutte le fatture presentate dalla SSD Maximo e confermandone il pieno possesso dei requisiti di partecipazione. E, di conseguenza, la vittoria della gara”.

“Se la richiesta della Lazio Nuoto è infrangere le leggi, commettere degli abusi per favorirla a svantaggio di altri, allora questa richiesta è irricevibile. Se la richiesta della Lazio Nuoto è di commettere delle ingerenze nel lavoro dei tecnici ed assegnare l’impianto con un affidamento diretto o con una proroga illegittima, allora questa richiesta è irricevibile”.

“Se è questo l’aiuto che la Lazio Nuoto si aspetta da Roma Capitale non possiamo che rispondere negativamente e lo facciamo a testa alta. Ma che non si parli di “attacco” o di “accanimento”, bensì di rispetto della legalità e rigetto di richieste contra legem”.

“È questa la descrizione veritiera e corretta dei rapporti tra Roma Capitale e Lazio Nuoto e del ricorso al Tar. Sentir parlare di attacco al mondo Lazio e di accanimento contro la Lazio ci rattrista sul piano umano perché denota una assoluta ingratitudine verso il nostro lavoro ed è del tutto incomprensibile”.