” Vi prego, salvate mio figlio che vuole suicidarsi! È sull’autostrada Roma-Civitavecchia sul viadotto del Sorbo>. Questo quanto si sono sentiti dire al centralino del Commissariato l‘altro pomeriggio, facendo partire una caccia terminata con un lieto fine.
A telefonare, una donna disperata perché il figlio di circa 35 anni, aveva deciso di farla finita. Ha alzato il telefono quella richiesta di aiuto di fatto gli ha salvato la vita. Soltanto una gestione delicatissima della situazione e tanta competenza hanno permesso di rintracciare l’uomo accompagnandolo sì in ospedale ma illeso. E fondamentale è stato il contributo della Polstrada di Ladispoli.
Una crisi sentimentale domenica ha scosso il 35enne al punto da indurlo a farla finita. Ha avvertito la madre che si è rivolta alla Polizia e a quel punto è iniziata la caccia. Per fortuna le ha comunicato in modo abbastanza preciso dove si trovasse e, dopo una lunga discussione al telefono, la madre non è riuscita a convincerlo. Così si è rivolta agli uffici di viale della Vittoria. Le pattuglie guidate dal dottor Guiso sono partite, subito dirette all’altezza del cavalcavia del Sorbo sulla A12 ma quando gli agenti sono arrivati dell’uomo non c’era più traccia. Intuendo che avesse proseguito lungo l’autostrada, l’avviso è stato girato alla Polstrada di Ladispoli del prossimo sostituto commissario Claudio Paolini e i colleghi ladispolani sono riusciti a intercettarlo dopo poco. Nel frattempo infatti il 35enne aveva invertito la direzione di marcia fermandosi in un’area di servizio. È stato a questo punto che la Stradale lo ha raggiunto e preso in carico. Per sicurezza e accertamenti i poliziotti lo hanno accompagnato all’ospedale San Paolo di Civitavecchia.
Ci sarebbe una crisi con la compagna alla base del gesto che, per sua fortuna, non ha compiuto.
Ale.Val.
