Guardia giurata di Cerveteri prosciolto da reato tentato omicidio • Terzo Binario News

Guardia giurata di Cerveteri prosciolto da reato tentato omicidio

Nov 14, 2019 | Cerveteri, Cronaca

Era stato accusato di tentato omicidio dopo aver sparato un colpo con la sua arma di servizio per spaventare due persone che insistentemente importunavano la sua fidanzata. Condannato in primo grado a sei mesi di reclusione con derubricazione in minacce aggravate dall’uso dell’arma, Nicola Picarella, guardia giurata di Cerveteri, si è visto prosciogliere in appello per la prescrizione del reato.

Si è chiusa così una vicenda risalente al novembre 2010, nata sulla base di una denuncia presentata da uno dei due uomini, un cittadino romeno. Picarella, aveva litigato con la fidanzata, la quale decise di uscire di casa per farsi un giro sul lungomare di Cerveteri.

Si accorse di essere seguita da due romeni, e contattò il fidanzato, il quale andò in soccorso portandosi dietro l’arma di servizio. Quando incrociò nuovamente i due, questi ultimi – secondo il suo racconto – nonostante la sua presenza continuarono a importunare la fidanzata.

L’effetto fu l’esplosione a scopo intimidatorio di un colpo di pistola che andò a conficcarsi nel montante dell’autovettura dei due. Picarella fu arrestato, prima in carcere per un mese e poi agli arresti domiciliari, dove rimase fino alla sentenza di Civitavecchia, con la quale il giudice riqualificò in minacce aggravate dall’arma l’originaria imputazione di tentato omicidio e lo condannò a sei medi di reclusione. La procura propose appello in tema di responsabilità; stessa cosa la difesa, rappresentata dall’avvocato Rocco Marsiglia, ma solo ai fini di una riduzione della condanna. Adesso i giudici d’appello hanno dichiarato la prescrizione dell’imputazione.

«Al di la del carcere espiato per quasi un anno, ovvero un mese di carcere e undici medi di domiciliari – ha commentato l’avvocato Marsiglia – questa storia è la fotografia di quello che si verificherà a partire dal prossimo primo gennaio con la riforma della prescrizione. Se la prescrizione si bloccherà con la sentenza di primo grado, e se questa è di assoluzione, uno rimane imputato a vita o quasi, come è successo a Picarella, che poteva rifarsi una vita e che invece ha dovuto continuare a fare l’imputato stante l’appello del pm, con conseguenza disastrose sulla vita lavorativa ed affettiva»