“Con riferimento all’articolo denominato: “Omicidio Vannini, mamma Marina a Domenica In chiama in causa Federico” pubblicato in data 24 settembre 2018, quali difensori degli imputati, siamo a rappresentare quanto segue.
Nel corsivo viene scritto che: “tra le motivazioni che secondo Marina sarebbero alla base della morte del giovane ci sarebbe una discussione nata in famiglia a casa Ciontoli quella sera; per Marina una discussione a seguito della scelta di Marco di arruolarsi e seguire una carriera militare”.
Tale affermazione non corrisponde in alcun modo alle evidenze dibattimentali che, contrariamente, hanno dimostrato come quella tragica sera, non solo non ci sia stato alcun litigio a casa Ciontoli, ma addirittura che Marco aveva deciso di dormire a casa della fidanzata e di averlo rappresentato ai genitori a mezzo telefono, pochi minuti prima del tragico evento.
A riprova di questo, semmai ce ne fosse bisogno, è il caso di rammentare che anche i vicini di casa Ciontoli, i quali sono stati anch’essi esaminati nel giudizio, hanno confermato tale circostanza.
Del resto, non ci si stanca di sottolineare e rammentare a chiunque voglia avere una visione oggettiva della vicenda, basata sulla conoscenza dei dati processuali, il fatto che la Procura della Repubblica sin dall’inizio non abbia mai messo in discussione la paternità colposa dello sparo, la dice lunga sull’assoluta non veridicità di quanto da voi riportato nell’articolo”.
avvocati Pietro Messina e Andrea Miroli
