“Prima di parlare bisognerebbe essere in grado di leggere le carte, capirle e formulare dei pensieri costruttivi con cognizione di causa, altrimenti rimangono semplici chiacchiere da bar”. Il riferimento dell’assessora alle Politiche alla Persona del comune di Cerveteri, Francesca Cennerilli, è chiaro come chiaro è stato l’attacco della stampa con la scusa del problema della sicurezza e della viabilità al plesso scolastico Giovanni Cena. “E’ vero, sono stati stanziati 150 mila euro dallo scorso consiglio comunale – spiega la Cennerilli – ma è anche vero che ancora dobbiamo decidere gli interventi. I lavori ancora non sono stati definiti, né nelle modalità, né nella tempistica. Confrontandomi con il vicesindaco Giuseppe Zito si pensava anche di procedere con sperimentazioni alternative, ad esempio una navetta che parta dal campo sportivo, capendo a quel punto le effettive esigenze e muovendosi, in caso, per l’adeguamento del parcheggio dello stesso campo sportivo”.
“Bisogna ancora fare una serie di valutazioni con la scuola e poi definire tutta la progettazione con i vari interventi da sostenere – sottolinea Zito – Iniziative suggerite dallo stesso istituto scolastico e in corso di studio con la polizia locale per diminuire i rischi e aumentare la sicurezza. Ora c’è da risolvere anche la questione delle autorizzazioni da parte delle scuole medie a far uscire i ragazzi autonomamente”. Il dirigente scolastico della Giovanni Cena ha segnalato la situazione di pericolo per i propri alunni a settembre, inviando ad ottobre, all’amministrazione, una relazione, appunto, sulla sicurezza all’ingresso dell’istituto. “Non si può intervenire in 15 giorni su una situazione che va avanti da 30 anni – continua il vicesindaco – Nel giro di pochissimo tempo, però, sono stati stanziati 150 mila euro. Ora capiamo come è meglio intervenire senza che il problema della sicurezza interna al plesso scolastico, sia spostata all’esterno. Stiamo cercando di provare a studiare degli interventi adeguati, consapevoli che fuori la scuola esistono delle condizioni critiche relative alla viabilità, senza, quindi, andare a pesare ulteriormente su quelle”.
“Non siamo costretti a rincorrere alcuna emergenza – torna a chiarire l’assessora Cennerilli – Stiamo lavorando per pianificare i lavori in base alle reali esigenze. Di tutti. Perché, al contrario di quanto si vuole insinuare, noi continuiamo ad operare con serietà e impegno, affinché tutti abbiamo le stesse opportunità, gli stessi diritti e la stessa dignità. Crediamo fortemente in determinati principi etici che portiamo avanti con convinzione e sacrificio, commettendo a volte degli errori, sicuramente, ma sempre in buona fede. A testa bassa lavoriamo per perseguire gli obiettivi preposti grazie al mandato dei cittadini che per la seconda volta ci hanno scelto. Evidentemente hanno una visione un po’ diversa del nostro operato. Se si pensa che il nostro servizio possa fare clientelismo è perché forse a pensarlo è chi conosce bene questo fenomeno”.
“Si definiscono goffe delle iniziative sociali che coinvolgono i cittadini – continua l’assessora – Prima di permettersi di tirare in ballo genitori che quotidianamente vivono delle difficoltà, bisognerebbe conoscerne la forza e la determinazione. Poi forse, si può parlare di loro e di come si stanno dando da fare per tentare di migliorare le condizioni di vita dei loro figli. I tagli al sociale sono da tempo all’ordine del giorno per tutti i comuni italiani. E’lo stesso Stato che riconosce come facoltativa l’Assistenza Educativa e Culturale nelle scuole per alunni diversamente abili, noi ci stiamo adoperando in modo da richiamare l’attenzione e far si che diventi un servizio obbligatorio. Forse questo non è ben chiaro a chi si fa portavoce di pensieri personali, a dispetto dell’etica giornalistica. Ho sempre lavorato in modo onesto e a favore della politica e del territorio di Cerveteri, anche se questo a qualcuno può dare fastidio. Ho aderito allo sciopero della fame a favore dello Ius Soli e proprio contro i tagli al sociale, coinvolgendo quante più persone possibili attraverso una staffetta. Che piaccia o no. E continuiamo a credere nell’iniziativa con la massima serietà. Non siamo abituati a fare demagogia spicciola. Le critiche per migliorare la nostra società, devono essere costruttive, altrimenti rimangono semplici chiacchiere da bar. Non ci permettiamo di dare giudizi né di evidenziare le incompetenze degli altri, altrimenti avremmo una lunga lista da fare”.
