Con l’arrivo dell’estate, con lauto anticipo sulla tabella di marcia, iniziano a registrarsi i primi problemi seri a Civitavecchia. La ‘colpa’ è di Acea e delle portate idriche di sua competenza. La città portuale sarebbe infatti l’ultima città servita e con l’aumento della domanda da parte dei consumatori sparsi su tutto il litorale a nord di Roma e della Capitale stessa, la città è entrata ben presto in sofferenza. Una situazione che, se durante il week end di Pasqua e in quello del primo maggio si era risolto con l’arrivo del lunedì, ora tende ad estendersi anche nell’arco di tutta la settimana. Da venerdì scorso e fino a questa mattina, diversi utenti della zona servita proprio da Acea non hanno acqua in casa. Il serbatoio ripristinato lo scorso anno dall’amministrazione comunale e situato a San Gordiano è in funzione. Sono stati inoltre messi in campo anche diversi elementi di manovra sulla rete per cercare di alleviare il più possibile i disagi, ma purtroppo contro la ‘siccità’ nulla ha potuto il Comune di Civitavecchia.
E con il lago di Bracciano sceso sotto i livelli consentiti a causa delle continue captazioni da parte della Spa,e con le amministrazioni comunali lacustri ancora in fermento per cercare di ‘bloccare’ almeno per il momento le captazioni da parte di Acea (l’onorevole Emiliano Minnucci durante un incontro col Prefetto di Roma aveva inoltre chiesto un incontro formale per dare una soluzione concreta al problema, ndr) la situazione potrebbe aggravarsi ancora di più con l’arrivo del grande caldo e con la possibilità che gli enti sovracomunali ‘impongano’ ad Acea la momentanea sospensione delle captazioni per permettere al lago di rigenerarsi, così da impedire che l’ecosistema subisca danni irreparabili.
Intanto a Civitavecchia, i cittadini furiosi per il continuo disservizio continuano ad invocare l’aiuto di palazzo del Pincio e, qualora la soluzione non fosse a portata di mano, chiedono quantomeno uno sconto in bolletta per “l’interruzione di pubblico servizio”.
