Questa mattina Fiumicino balza alle cronache nazionali per un inchiesta de “Il Giornale” diretto da Alessandro Sallusti.
In un articolo del collega Massimo Malpica viene ipotizzato un caso parentopoli legato a consulenze e all’attribuzione di fondi per un bando per la giovane imprenditoria.
Dopo aver ripercorso le vicende legate all’elezione di Montino nel 2013 ed il sorpasso al candidato del centrodestra al ballottaggio, “Il Giornale” cerca di risalire a legami tra attribuzioni di contributi e appoggi politici in quella delicata fase delle elezioni.
La prima consulenza messa in discussione è quella del legale Gianluigi Pellegrino, ritenuto dal giornale “l’avvocato del Pd” che avrebbe svolto prestazioni per 160 mila euro al comune tra il 2013 ed il 2014. Per “Il Giornale” sarebbe anomalo che il professionista compaia in tanti incarichi in amministrazioni targate centrosinistra.
Messe in discussione anche le attribuzioni dei contributi per il bando rivolto ad innovative iniziative imprenditoriali, che il comune finanziò con i soldi recuperati dal taglio dei compensi.
Nell’elenco delle assegnazioni risulterebbe secondo Malpica Mirko Pezzo, candidato alle scorse elezioni con il M5S che, secondo “Il Giornale”, appoggiò Montino al ballottaggio, ipotesi che però non corrisponde esattamente a verità. Il M5S infatti, molto corteggiato, evitò qualsiasi appoggio all’una o all’altra parte politica, dando libero mandato ai suoi elettori. Pezzo risulterebbe inoltre marito della nipote di Montino. Sulla graticola anche Marina Caruso per aver messo sul suo profilo Facebook Montino come suffisso al suo nome. Nell’elenco degli assegnatari risulta anche Jonathan De Sciscio attuale segretario del Circolo Alesi di Fiumicino.
Per il giornale dei 70 mila euro stanziati dal bando, 36 mila sarebbero andati a progetti presentati da persone vicine politicamente all’amministrazione. Si tratta, comunque, di attribuzioni fatte sulla base di risultanze di un bando pubblico.
Chiamata in causa anche Roberta Menegazzi, una delle addette stampa del sindaco che secondo “Il Giornale” sarebbe nipote di Montino, ma il legame di parentela, ad un’analisi più approfondita, non sussiste. Chiamato in causa anche Enzo Cini figlio dell’assessore all’ambiente.
Vedremo nelle prossime ore le reazioni dell’amministrazione. Non risulterebbero comunque fatti riconducibili ad operazioni illecite.
