Agente refertata con 30 giorni di prognosi; Arvu Europea e Sulpl: “La misura è colma”
“Ancora un agente di Polizia Locale in ospedale, questa volta una donna, refertata con 30 giorni di prognosi durante i controlli per il rispetto delle ordinanze antialcol a San Lorenzo ed ancora una volta il nostro personale si trova a svolgere in zone cosiddette a rischio, ed in orario notturni, vere e proprie funzioni di Forza di Polizia, senza però averne riconoscimento giuridico, tutele e strumenti.La misura é colma”.
Così la nota congiunta del presidente dell’Arvu Europea, Mauro Cordova e del segretario romano del Sulpl, Marco Milani. “Le responsabilità dell’amministrazione di Roma Capitale e del Governo centrale sono evidenti. Quanto alla prima, da anni chiediamo la dotazione di strumenti di autotutela per gli agenti; dalla mazzetta distanziatrice al taser passando per una pianta organica decente, che non lasci il numero di agenti impiegati in tali servizi in balia di aleatorie adesioni a servizio di straordinario che spesso come in questo periodo, nemmeno vengono pagati”.
“Per quanto riguarda il governo che tra mille aspettative e promesse aveva annunciato una legge di riforma della categoria attesa da 40 anni, basterebbe ricordare al Consiglio dei ministri come sia sufficiente un solo articolo che riconosca la categoria come Forza di Polizia ad ordinamento Locale, equiparandone gli appartenenti ai colleghi di tutte le altre forze dell’ordine. Purtroppo mentre le istituzioni che dovrebbero tutelarci continuano ad essere evasive, i nostri colleghi mal equipaggiati, malpagati e senza nemmeno una preparazione standard, continuano a prendere botte su strada dove evidentemente vengono visti per quello che sono: impiegati Comunali”. Questa la conclusione dal sindacato e dall’associazione: in mancanza di risposte, non sono escluse manifestazioni e presidi sotto il Campidoglio ed il Parlamento
