Nella Riserva naturale di Torre Flavia, nel territorio di Ladispoli, alle porte di Roma, sono stati segnalati alcuni esemplari di tartaruga azzannatrice (Chelydra serpentina), una specie considerata tra le più pericolose tra i rettili d’acqua dolce.
Gli avvistamenti, avvenuti nei giorni scorsi nel tratto costiero del Lazio, hanno riacceso l’attenzione su una specie alloctona originaria del Nord America, la cui detenzione e commercializzazione sono vietate in Italia. Nonostante il divieto, alcuni esemplari continuerebbero a circolare sul territorio a causa del traffico illegale di animali esotici.
Secondo l’etologo Andrea Lunerti, la presenza della specie nell’area romana non è un caso isolato. Lo studioso segnala infatti diversi recuperi effettuati negli ultimi anni tra Roma e provincia, con esemplari rinvenuti in stagni, bacini e corsi d’acqua interni.
L’esperto evidenzia come si tratti di animali con un forte impatto sugli ecosistemi locali, in grado di alterare gli equilibri delle specie autoctone. La tartaruga azzannatrice, se disturbata, può reagire con morsi molto violenti grazie alla potenza della mandibola e alla rapida estensione del collo.
Particolare attenzione viene rivolta ai più piccoli, che potrebbero avvicinarsi agli animali incontrati in natura senza percepirne il rischio. In caso di contatto, spiegano gli specialisti, le conseguenze possono essere anche gravi.
Per questo motivo gli esperti raccomandano di non avvicinarsi agli esemplari e di segnalarne immediatamente la presenza alle autorità competenti.
Le operazioni di monitoraggio e recupero della specie sono già state effettuate in passato nell’area romana, con diversi interventi finalizzati al contenimento della diffusione.
Rai News 24
