“Specie se avviene pochi giorni prima del 25 Aprile”
“Apprendiamo la notizia che il nuovo circolo di Fratelli d’Italia sarà intitolato, come già fatto precedentemente, a Giorgio Almirante.
La notizia, data pochi giorni prima del 25 Aprile, rappresenta, oltre che una provocazione, la conferma dell’eredità politica di questo partito e di come ne rappresenti l’ideologia di base ancora oggi.
È invece importante ricordare Giorgio Almirante come uno dei simboli di tutto quello che la Resistenza italiana ha dovuto affrontare durante l’occupazione del Paese da parte del nazifascismo. Almirante, fascista convinto, fu uno dei redattori della rivista “La difesa della Razza”, caratterizzata da feroce e becero razzismo ed antisemitismo, che trovava la sua massima espressione negli articoli pubblicati manifestando sostegno alle tesi razziste provenienti dalla Germania nazista, che nel 1938 avevano portato all’approvazione delle leggi razziali in Italia.
In un articolo del 6° numero de “La difesa della razza” pubblicato il 20 ottobre 1938, Almirante espresse piena soddisfazione per l’espulsione dei professori ebrei dall’Università italiana e per l’epurazione di ogni persona di origine ebraica da tutte le scuole del regno.
Sostenne inoltre: “l’operazione chirurgica è stata pronta e spietata; e qualche animuccia debole se ne è spaurita”, ma la definì “salutare, benedetta liberazione”, e concluse: “Siamo dunque all’alba di una nuova scuola italiana”. Militante attivo della Repubblica sociale di Salò (che, alleata dei nazisti, torturava e massacrava i cittadini italiani democratici), fu capo di gabinetto del ministro della Cultura Popolare Mezzasoma quando in Toscana venne affisso il cosiddetto “Manifesto della morte” che recitava così: “Consegnatevi entro le ore 24 del 25 Maggio o sarete fucilati alla schiena” riferendosi a tutti quegli italiani che, durante il periodo più buio del Paese, disertarono ed imbracciarono con coraggio le armi contro il terrore nazifascista, per il futuro della popolazione italiana e per la distruzione del regime dittatoriale del fascismo.
Dopo la guerra, fu tra i fondatori dei Movimento Sociale Italiano e in seguito divenne segretario dello stesso partito. Il MSI di Almirante si caratterizzò, tra le altre cose, come organismo politico che mitizzava il regime mussoliniano e che esaltava anche le dittature contemporanee più sanguinarie (come la dittatura greca dei Colonnelli, la dittatura militare Turca e il colpo di stato cileno), mentre denigrava ed offendeva il movimento antifascista e la democrazia repubblicana italiana. Il MSI di Almirante si rese protagonista inoltre di una miriade di aggressioni contro studenti, operai e militanti democratici che provocarono innumerevoli ferimenti ed omicidi.
Lo stesso Almirante partecipò attivamente all’attacco violento contro la facoltà di giurisprudenza insieme al collega Caradonna. Fu poi protagonista di un inquietante episodio collegato alla strategia della tensione, per cui venne infatti incriminato per favoreggiamento del terrorista Cicuttini (autore della strage di Peteano), ma si salvò con l’amnistia, con l’appoggio del silenzio omertoso della politica dell’epoca.
Ovviamente Fratelli d’Italia non è nuova a revisionismi storici e anzi, rivendica fieramente questa eredità politica violenta e dittatoriale. Basti pensare alle parole di condivisione del ministro Francesco Lollobrigida sulla teoria di estrema destra riguardo una presunta “sostituzione etnica”.
O ancora alle parole del presidente del Senato Ignazio La Russa che, in un’opera di revisionismo storico probabilmente nostalgica delle pratiche del MSI, afferma che la costituzione non sia antifascista o che peggio, le azioni di liberazione antifasciste vadano condannate.
Come Unione Popolare crediamo che intitolare la sede di un qualsiasi partito ad un personaggio del genere sia un insulto a tutti i partigiani che hanno combattuto per la libertà di questo Paese e di tutti coloro che ne fanno parte.
Crediamo che i luoghi di importanza politica, simboli della nostra storia, vadano piuttosto intitolati a chi ha lottato attivamente per costruire la democrazia italiana a caro costo personale, perdendo familiari, amici e molto spesso sacrificando la propria vita.
Questa intitolazione è un insulto anche a tutti i partigiani di Civitavecchia e al loro contributo importante e forte alla Resistenza.
Ai vostri Almirante, colpevoli della morte di tanti partigiani e tante partigiane, ricorderemo attivamente chi, dalla parte giusta della storia, ha combattuto coraggiosamente per la liberazione del nostro Paese”.
UNIONE POPOLARE CIVITAVECCHIA
