Un genitore della Melone critica Agresti sul pasto all'aperto, il preside risponde - Terzo Binario News

Un genitore critica il dirigente scolastico della Melone Riccardo Agresti sul pranzo “bucolico”, con il preside che risponde. Qui sotto il carteggio.

Salve sig preside sono un genitore di due bimbi iscritti alla sua scuola. Premetto che l’ho sempre sostenuta in qualsiasi questione riguardante la cura e il benessere dei bambini e in altre questioni stimandola tantissimo e parlando sempre bene della scuola che frequentano i miei figli.

Sono una sostenitrice dei giochi, sport e pranzo all’aria aperta, ma oggi sono passata a dare un’occhiata alla situazione attuale e non mi è piaciuta per niente, non perché gli alunni erano seduti sul cemento, non perché facesse freddo, non perché le insegnanti (lavoratori) erano in piedi aspettando che si finisse il pasto e non per altro ma per una sensazione e un pensiero assiduo : usare i bambini per ottenere il teatro Vannini.

Non posso lamentarmi con altre istituzioni perché l’unico che ha sempre sostenuto di aver a cuore i bambini è stato lei e invece ora non vedo corrispondenza e questo mi dispiace tanto. Sono solo un genitore che come altri si sente tanto deluso. Le auguro una buona giornata e un buon lavoro”. 

La lettera del genitore.

Qui il preside risponde:

Gentilissima, quello che ha visto non è stato per avere la sala polifunzionale attualmente inutilizzata ed inutilizzabile, se non per la finzione per la quale fu costruita, ossia come sala mensa. Peraltro, questa sala a me, mi creda, non serve assolutamente a nulla e non saprei nemmeno cosa farne! Il motivo per cui ha visto bambini e ragazzi mangiare all’aperto è stato solo per mantenere il distanziamento di 2 metri, suggerito dall’Istituto Superiore di Sanità, quando si è costretti a stare senza mascherina, cioè (nel nostro caso) quando si canta, si suona o si mangia. Si tratta, come evidenziato nella circolare che ho emanata prima di Pasqua, di una misura di tutela emanata dall’I.S.S. che non è prescrittiva, ma raccomandata per evitare la diffusione delle varianti più aggressive come quella inglese che, da noi, sta sostituendo il “vecchio” virus.

Tenga conto che se la sala venga restituita ai bambini o meno, i ragazzi continueranno comunque a mangiare all’aperto, sia a ricreazione che a pranzo, permettendo, fra l’altro finalmente, di guardarsi in faccia e socializzare un minimo, cosa impossibile in classe dove (come in altre scuole dove non si pensa al bene dei bimbi e dei ragazzi) continuerebbero a mangiare dandosi le spalle oppure si parlerebbero a 1 metro di distanza (senza mascherine) provocando possibili focolai.

Infatti, se è falso (oltre che matematicamente assurdo) che la sala polifunzionale possa accogliere al massimo 10 ragazzi (come pubblicamente affermato da un assessore) è anche impossibile che utilizzarla risolva tutti i problemi di sicurezza dei ragazzi, parte dei quali dovrà (a turno) comunque mangiare all’aperto se non vogliamo fare troppi turni di mensa dove la distanza di 2 metri dovrà sempre essere mantenuta.

Francamente per me sarebbe stato molto meglio fare finta di nulla e non ascoltare gli avvisi di pericolo fornitici dal nostro Responsabile per la Sicurezza, Prevenzione e Protezione; in effetti, eventuali focolai sorti non sarebbero stati facilmente addebitabili alla Scuola. Ma io, fra i tanti, ho un grave difetto: la notte non riesco a dormire se temo che, per mia colpa, mia inefficienza o mia superficialità ci sia anche solo una remota possibilità di avere causato danni a qualcuno. In questo caso il danno si tradurrebbe nella condanna a morte di genitori o nonni dei ragazzi e dei bambini infettati dal virus eventualmente preso a Scuola. Con le misure sin qui adottate, quest’anno non solo non abbiamo avuto diffusione del Corona Virus, ma a Scuola nessuno ha avuto l’influenza o i pidocchi trasmessi dai compagni. Credo che comprenderà bene il dispiacere nel leggere della Sua delusione, ma comprenderà che accetto le manifestazioni di delusione da parte Sua e di altri (ma tanto non mi candiderò e non ho bisogno di voti basati sulla ignoranza dei fatti o sulle menzogne pubblicate on line), come accetto gli insulti di chi scrive che io abbia interessi nel chiedere per i Vostri figli un luogo degno di un Paese civile dove mangiare. Accetto quindi insulti e manifestazioni di delusione ed anche altro, ma anche questa notte dormirò serenamente (quando avrò finito di lavorare) sapendo che nessuno rischia di morire (in ospedale da solo e senza poter respirare) perché ho voluto egoisticamente evitare insulti o polemiche o per avere un follower in più.

Grazie per avere scritto permettendomi di chiarire le motivazioni delle mie scelte (peraltro condivise dai miei collaboratori e dall’organo supremo della Scuola: il Consiglio di Istituto di cui io sono solamente un esecutore).

Cordiali saluti e buona notte anche a Lei”.

Riccardo Agresti

Pubblicato giovedì, 8 Aprile 2021 @ 17:09:36     © RIPRODUZIONE RISERVATA