“La vicenda del completamento della Trasversale ha assunto purtroppo i connotati di una tragicomica soap-opera.
Ho massimo rispetto per la decisione dei giudici amministrativi che hanno rimandato la questione alla Corte di Giustizia Europea, ma non nascondo il timore che questa mossa altro non faccia che dilatare enormemente i tempi di completamento della strada.
Sono ormai ridondanti i motivi per cui questa fondamentale infrastruttura debba essere completata ed è diventato ormai stucchevole ripeterli ciclicamente.
Dico solo che il nostro porto, la nostra città e tutto il territorio del centro Italia non possono più permettersi ulteriori indugi.
La tutela dell’ambiente è sacrosanta, e ve lo dice uno che è sempre stato in prima fila a difenderlo. Proprio per questo ribadisco, ormai da più di venti anni, che la Trasversale non è un sito industriale inquinante. Qui si parla di terminare 18 km di un’infrastruttura viaria, che tra l’altro fa parte della rete europea TEN-T. Una “strada” che porterà lavoro, sviluppo sostenibile e sicurezza.
Con i fondi già stanziati, grazie alla determinazione del Presidente Zingaretti e del nostro consigliere regionale Gino De Paolis, confidavamo finalmente di percorrere, dopo trenta anni, anche l’ultimo tratto della “Grande incompiuta d’Europa”. Abbiamo assistito a troppi rinvii, a troppi progetti cambiati o “rimodulati” e mai nessuno che si sia preso la responsabilità di questi ritardi. E’ assurdo tutto questo. Purtroppo questo ultimo stop rischia veramente di danneggiare irrimediabilmente il nostro porto ed il nostro tessuto socio-economico.
Ora la “palla” sta all’Europa e quindi non ci resta che attivare tutti i nostri canali affinché sia il diritto alla mobilità, già tra i principi fondanti dal Trattato di Roma del 1957, che il diritto allo sviluppo e quindi alla creazione di posti di lavoro reali, duraturi e dignitosi venga finalmente riconosciuto anche a tutti noi. “
Enrico Luciani
Presidente Compagnia Portuale Civitavecchia
