Pari a patta.
Con queste due parole si potrebbe descrivere il risultato dell’accordo raggiunto tra il comune di Cerveteri e la ASD Cerveteri per la gestione dello stadio comunale “E. Galli”.
I fatti risalgono dal lontano 2011 quando la struttura comunale viene data in gestione alla società sportiva. L’ente scopre di lì a poco che la società non ha mai volturato l’utenza elettrica e quindi il comune per anni ha pagato indebitamente le bollette elettriche alla società sportiva. L’importo pagato al 2013 è stato davvero ingente. Una cifra superiore alle 46.000 euro. Il comune dal canto suo aveva più volte intimato alla società sportiva di provvedere alla voltura dell’utenza al punto da minacciare la sospensione del pagamento ed il conseguente distacco dell’utenza elettrica. Questa situazione si è protratta anche per diversi mesi del 2014 facendo salire il pagamento anticipato del comune ad oltre 51.000 euro.
Ma la società sportiva per evitare l’enorme mazzata al suo bilancio ha presentato al comune il conto delle opere realizzate e non previste nella convenzione sottoscritta. Opere migliorative per le quali risulterebbero fatture per 219.000 euro. Una cifra enorme che avrebbe messo a saldo il comune in debito di oltre 160.000 euro. Ma gli uffici tecnici hanno ridimensionato l’importo andando a verificare l’entità degli interventi effettivamente fatti. Dal computo si è stabilita la cifra di 75.000 euro ulteriormente abbassata a 53.000 euro scorporando i lavori eseguiti prima della partenza effettiva della convenzione.
Ne è derivato che la cifra in debito per la corrente e quella in credito per i lavori si è sostanzialmente equiparata, di li la decisione di transare l’importo.
I DUBBI
Ma restano dei forti dubbi nel carteggio presentato. Perché la società sportiva si è accontentata di solo 53.000 euro a fronte di spese documentate di 219.000? La differenza è notevole e non può di certo essere considerata così diversa solo per questioni di quotazione di mercato dei lavori. Se così fosse verrebbe da chiedersi come possa la società sportiva far svolgere lavori a cifre così alte rispetto alle quotazioni di mercato. In alternativa si potrebbe pensare che tante delle opere presentate a rendiconto sono state invece stralciate e non considerate come interventi migliorativi.
