Il leader della Lega afferma di essere stato respinto dall’amministratore unico dello stabilimento in cui vengono stabilizzati i rifiuti: “Proverò a segnalare questo signore alla magistratura”
di Stefano Marzetti
I tempi in cui, da ministro dell’Interno, gli stendevano tappeti rossi ovunque andasse, sono finiti. Oggi Matteo Salvini, leader della Lega e senatore della Repubblica, non lo fanno entrare neppure in un deposito di immondizia. Così, a Rocca Cencia, l’ex responsabile della sicurezza nazionale, proprio per ragioni di sicurezza, per volontà dei responsabili, è rimasto fuori dall’impianto Tmb dell’Ama, quello che due giorni fa – il 13 luglio 2020 – è stato sequestrato dai carabinieri su mandato della procura di Roma per un’indagine relativa al presunto malfunzionamento nella stabilizzazione dei rifiuti.

“La cosa incredibile è l’impossibilità di visitare questi impianti”, ha detto un Salvini un po’ imbarazzato ai cronisti che avevano saputo del suo blitz a Rocca Cencia, in compagnia di alcuni consiglieri comunali della Lega. “Io vado a visitare le carceri, le caserme, le scuole e i depositi dell’Atac e invece in casa di Ama non si può entrare. Quindi personalmente proverò a segnalare alla magistratura questo signore, l’amministratore unico Stefano Antonio Zaghis”, che secondo il senatore lumbard sarebbe il responsabile di averlo respinto all’ingresso del Tmb.

Quindi la telefonata al Prefetto per tentare di far valere le proprie ragioni, ma a quanto se ne sa, al momento ciò che Salvini è riuscito a fare a Rocca Cencia è stato giusto prendere un caffè nel bar più vicino all’impianto Tmb e a scattare la solita collezione di selfie con gli immancabili cittadini incuriositi dalla presenza del personaggio celebre di turno.
