L’esercente non manda giù sull’avviso di garanzia arrivato dalla Procura, l’avvocato Leopardo: «Chiederemo un incontro al Pm»
«Ho litigato con Giglio Marrani al mercato, davanti a tutti, per lo spostamento del mercato di viale Nenni. Come posso averlo corrotto?»
Simone Pagliarini no riesce a capacitarsi per l’avviso di garanzia che la Procura di Civitavecchia gli ha recapitato, informandolo di essere indagato per corruzione nella vicenda che vede coinvolto lui, il dirigente del Pincio e l’altro imprenditore Mario Benedetti.
Secondo gli inquirenti di via terme di Traiano, la corruzione si sarebbe consumata per favorire la cessione della gestione di un chiosco al Pirgo.
«Pago regolarmente le spettanze per il banco in piazza Regina Margherita e non mi interessa un chiosco. Lavoro da mezzanotte al pomeriggio, io il chiosco non l’ho chiesto non avrei il tempo materiale per occuparmene. Con Benedetti siamo amici certo, ma da qui alla corruzione ce ne corre. Sono allibito».
«Abbiamo chiesto un incontro al giudice per chiarire la nostra posizione – spiega l’avvocato Patrizio Leopardo – e intanto chiederemo il giudizio al tribunale del riesame».
