Riceviamo e pubblichiamo – L’amministrazione si autodenuncia. Nella comunicazione ufficiale uscita sui quotidiani l’amministrazione non solo afferma che dopo un anno di raccolta differenziata il costo della tassa è rimasto lo stesso, ma ha dichiarato anche che l’unica cosa cambiata dal 2014 sono le percentuali della quote fissa (+10%) e quella variabile (- 10%). In pratica, visto che l’abbattimento della tariffa per i contribuenti è calcolato sulla parte variabile della tariffa, il comune per togliere più soldi ai contribuenti ha deciso di aumentare la quota fissa del 10% diminuendo invece quella su cui deve praticare lo sconto (cornuti e mazziati).
Dove sono i soldi che il comune ha risparmiato grazie alla raccolta differenziata? (dalle dichiarazioni del delegato Lupi sul gazzettino di Ladispoli di gennaio si parla del 65%) Perché non sono stati usati per abbassare la tassa come hanno fatto la maggior parte dei comuni?
Perché il codacons (che dovrebbe tutelare i consumatori) non interviene?
La commissione di garanzia che si è insediata da circa un mese che dice?
E alle forze politiche? E’ possibile che passa tutto inosservato?
Dobbiamo pensare che commercianti e cittadini sono da soli ad affrontare questo abuso da parte dell’amministrazione che è stata capace solamente di portare le spese di un un appalto, che fino al 2013 costava ai contribuenti 3,9 milioni di euro, a 9 di euro l’anno.
Marco Nica
Assobar