L’avvocato Bevilacqua: “In autunno l’arbitrato del Coni per dimostrare l’ingiustizia patita”
La Futsal Civitavecchia prende un giocatore… che non può giocare. Infatti ha firmato per il club rossoblù Simone Amato, che la scorsa stagione giocava nel calcio a 11 in Prima Categoria con l’Atletico Santa Marinella.
A dicembre però un inciampo che sta rischiando di compromettergli il divertimento: un pestone sul piede dell’arbitro Alessio Paci della sezione di Roma 1 durante la partita con il Real Campagnano del 3 dicembre scorso e una conseguente maxi-squalifica di 4 anni.
Però il caso non si è limitato al giudice sportivo regionale, né alla Corte di Appello Federale ed anzi in autunno sarà discusso davanti all’Alta Corte di Giustizia Sportiva del Coni.
Tornando all’attualità, la società nerazzurra – che lusingava il giocatore da anni – ha deciso di scommettere su una riduzione della pena, al fine di avere Amato pronto per quando arriverà la sentenza definitiva. Sta seguendo il suo caso Simone Bevilacqua, straconvinto dell’innocenza del suo assistito al punto di dire: «Se necessario, arriveremo alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo» ha tuonato il legale. Il direttore di gara ha scritto a referto che “… alla notifica del provvedimento disciplinare avvicinava l’arbitro con irruenza lo spintonava violentemente, colpendolo all’addome e calpestandogli un piede, provocandogli intenso dolore e difficoltà respiratoria, giramento di testa e stato di ansia e paura”. Bevilacqua intende mettere in evidenza le contraddizioni emerse sul documento e quanto trascritto nell’audizione presso il II Collegio presso la Corte Sportiva di Appello Territoriale. «Sono talmente convinto dell’innocenza di Simone che il mio è un patrocinio gratuito. Insieme all’avvocato Davide Capitani abbiamo istituito la pratica per la quale ci stiamo battendo. Il giocatore ha commesso un errore e deve pagare solo per quello. Abbiamo raccolto le testimonianze del Campagnano che confutano quanto sostiene l’arbitro e inoltre va chiarito il ruolo di un personaggio, presente sugli spalti, che poi si è recato nello spogliatoio del direttore di gara».