Si torna a parlare del Parco Archeologico di Cerveteri - Terzo Binario News

“È di questi giorni la “riapertura” di un interessante argomento culturale che concerne il Sito UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità di Cerveteri quello dell’istituzione, ivi, di un Parco Archeologico, una tematica che chi scrive conosce piuttosto bene, e se chi legge avrà la voglia di arrivare fino in fondo, ne capirà, chiaramente il perché ed in proposito, forse, si farà un’idea più chiara.

Entriamo subito nel dettaglio dei fatti: Nella primigenia stesura e pubblicazione del Piano di Gestione del Sito UNESCO di Cerveteri e Tarquinia al cap. 5.2 (piani di azione) 3 (piano di valorizzazione del patrimonio culturale) si esplicita il preciso riferimento al Progetto vincitore del concorso del Parco Archeologico ove scorrendo appunto il Cap. 5.2.3 (che è artico­lato in Obiettivi Tematici, Politiche ed Azioni – divisi nei rispettivi incolonnamenti -) ed andando a leg­gere nella colonna delle Politiche: “Conservazione e miglioramento del paesaggio caratteristico delle due necropoli” e nell’affiancante colonna delle Azioni: “Riqualificazione paesistica delle aree delle due necropoli” cita testualmente: “Si dovranno porta­re avanti le indicazioni contenute nei progetti già redatti per entrambe le necropoli. Nel caso di Cerveteri il, progetto risultato vin­citore del concorso bandito dall’Amministrazione Comunale dovrà essere sviluppato…”.

Nello specifico di Cerveteri trattasi del progetto vin­citore del Concorso Internazionale di Idee per l’istituzione del Parco Archeologico Caerite (Studio di fat­tibilità, ai sensi della LR Lazio 26/99, di un parco storico-natura­listico, ovvero di un insieme di sistemazioni paesistiche, di tutela recupero e promozione delle attività sostenibili che tengano conto dei valori ambientali, storici, archeologici ed artistici dei luoghi dell’area interessata). Nella relazione conclusiva della Commissione Giudicatrice del Concorso “Parco Archeologico Caerite” questo è il giudizio che si legge rispetto al progetto vincitore espresso dal “Gruppo Interdisciplinare Dierna”(com­prendente fra gli altri, oltre alla figura dell’architetto anche quella dell’archeologo, dell’agronomo e del geologo) che aveva come capogruppo l’architetto Dott. Prof. Salvatore Dierna all’ epoca preside della Facoltà di Architettura dell’Università di Roma “La Sapienza”: “II Gruppo ha elaborato da moltepli­ci punti di vista, un ottimo studio sull’analisi del territorio con parti­colare riferimento all’aspetto ambientale, archeologico e monu­mentale. Ottima la scelta di prendere in considerazione vari ambiti dell’in­tero comprensorio,anche al di fuori dei confini comunali, collegandoli tra di loro ipotizzando, tal modo,un sistema integrato di area vasta incentrato sul futuro “Parco Caerite”. Risulta, inoltre,particolarmente apprezzabile, nell’ipotizzare i finanziamenti, l’indivi­duazione di risorse attingibili in sede di Comunità Europea”.

Entrando ancor più nello specifico accadde che il 15 maggio 2003 vi fu la chiusura dei verbali del Concorso Internazionale – come suddetto – (atti concreti ovviamente regolarmente verbalizzati) con un lavoro importante fatto da una Commissione molto qualificata di cui facevano parte fior di studiosi e professionisti: il famoso Prof. Giovanni Colonna titolare della cattedra di Etruscologia ed Archeologia Italica della Facoltà di Scienze Umanistiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, la D.ssa Rita Cosentino archeologa della Soprintendenza Archeologica responsabile della Zona Archeologica di Cerveteri ed all’epoca anche direttore del Museo Nazionale Cerite, l’ Arch. Luca Maggi dirigente capo della Soprintendenza per i Beni Architettonici del Lazio, l’ Arch. Demetrio Carini dirigente capo dell’Assessorato Regionale Urbanistica e Casa della Regione Lazio, il Dott. Aldo Dominici dirigente capo dell’Assessorato Regionale all’Ambiente della Regione Lazio, la D.ssa Flaminia Santarelli dirigente capo dell’Assessorato Regionale alla Cultura della Regione Lazio e per il Comune di Cerveteri l’Arch. Alessandro Borgia in qualità di presidente della Commissione e lo scrivente Dott. Arnaldo Gioacchini in qualità di segretario della stessa. Va sottolineato come i Progetti primi tre classificati furono esposti al piano superiore del Museo Nazionale Cerite ove furono visionati dall’ispettore dell’UNESCO Arch. Prof. Giora Solar, durante a sua prima visita,che ne riportò una gran bella impressione. Vi è da dire che il Comune di Cerveteri è proprietario di tutti i progetti (che, a suo tempo, furono riuniti in faldoni chiusi in un armadio in un ufficio di Case Grifoni) che hanno par­tecipato al concorso ivi compresi quelli che la Commissione Giudicatrice non esa­minò perché carenti, a vario titolo, rispetto al disciplinare del bando. Progetti dai quali si possono ricavare tutte le idee possibi­li da applicare, nei vari ambiti di pertinenza, anche stral­ciandole dall’insieme. Il bravissimo Prof. Solar tenne pure una “lectio magistralis” nella Sala Conferenze della biblioteca comunale (allora posta nel quartiere della “Boccetta”) nella quale sotto­lineò, ampiamente e con dovizia di particolari, quale “straordinario arricchimento per il Sito UNESCO di Cerveteri sarebbe stato rappre­sentato dall’istituzione di un Parco Archeologico”. Di parchi archeologici veri e propri ( da non confondere con le Aree Archeologiche che sono molte) in Italia ve ne sono pochi, fra questi i più vicini geo­graficamente a Cerveteri sono quello di Vulci e quello della Val di Cornia (nessuno dei due però facenti parte di un Sito UNESCO, sebbene, anche loro, parchi archeologici di origine etrusca). Comunque sta di fatto, e va detto per correttezza di informazione, che, per alcuni anni, l’andamento archeo – geopolitico non è che abbia favorito l’evoluzione, in positivo, di quanto suddetto; basti pensare, ad esempio, per quanto concerne l’Amministrazione Comunale di Cerveteri, che in dieci anni, dal 1997 al 2007 ( un lasso di tempo che può, a norma di legge, essere ricoperto anche da un solo sindaco in caso di rielezione) l’etrusca Caisra ( Cerveteri) ha veduto l’avvicendamento di ben tre Sindaci e tre Commissari Prefettizi il che si è pure accompagnato all’avvicendamento di tre Soprintendenti Archeologiche con anche, una non trascurabile ( sempre in ambito soprintendenziale) “scomposizione” prima, parziale “ricomposizione” poi accompagnati da relativi scorpori fra le aree archeologiche e le attinenze museali. Tutte cose queste che non hanno certo facilitato l’ipotesi della creazione di un “tavolo” comune finalizzato alla creazione del Parco Archeologico Caerite. Chissà se qualcuno, prima o poi, sperando in una eventuale nuova “ sinergica effervescenza” politico – archeologica triangolata fra Soprintendenza, Regione e Comune, si ricorderà del “Concorso Internazionale di Idee per l’istituzione del Parco Archeologico Cerite” che fu un giusto e ben calibrato ( grazie ad un intelligente raziocinio scientifico – culturale) contenitore pratico – scientifico, ad ampio spettro, già pronto tecnicamente e specificatamente il quale venne pure citato nella “bibbia” del Sito UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità di Cerveteri/Tarquinia rappresentato dall’ottimo Piano di Gestione del Sito ( alla cui stesura chi scrive partecipò piuttosto attivamente) il quale fu portato, in sede MiBACT, come esempio tangibile e come linea guida operativa per molti altri Siti UNESCO italiani, di nomina anche molto più vetusta rispetto al suddetto, che dovevano dotarsi, obbligatoriamente, di un loro Piano di Gestione.

Arnaldo Gioacchini – Membro del Comitato Tecnico Scientifico dell’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale

Pubblicato domenica, 12 Luglio 2020 @ 15:22:53     © RIPRODUZIONE RISERVATA