Riceviamo e pubblichiamo- “Sanità: nel Lazio ogni stagione ha la sua pena. L’inverno il sovraffollamento in pronto soccorso è attribuito al freddo e alle malattie broncopneumologiche e intanto si chiude il Forlanini, ospedale super specializzato in questa branca. L’estate non si trova di meglio che indicare, quale ragione delle lunghe attese, il colpo di calore. Guarda caso, proprio mentre le temperature sono in netto calo”, ironizza il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato.
“Quando la finiremo di esprimerci per slogan e i nostri amministratori saranno in grado di valutare la situazione col prezioso metro della verità sarà troppo tardi, della sanità pubblica non resterà che qualche brandello, magari il soccorso in emergenza, specialità tra le più onerose, trasferendo al privato le eccellenze e gli interventi di elezione. I dati parlano chiaro – continua Maritato – secondo i medici dell’emergenza c’è stato un aumento degli accessi in pronto soccorso del 4, 5 per cento ma rimane stabile la frequenza delle presenze nei cosiddetti ambulatori del week-end, fortemente voluti da Zingaretti, che non hanno più di 20 assistiti per presidio tra il sabato e la domenica, contro i 1500 del pronto soccorso che, ripartiti tra i vari ospedali, ammontano sempre a centinaia di cittadini in intollerabile attesa di essere curati. Se questi sono i risultati della decantata rivoluzione di Zingaretti, invochiamo subito una salvifica….involuzione”, conclude il presidente.
