Romanzo Quirinale, oggi la quarta votazione ma è ancora scontro tra i partiti • Terzo Binario News

Clima sempre più infuocato tra centrodestra e centrosinistra

Oggi alle ore 11:00 il Parlamento tornerà a riunirsi in seduta comune per l’elezione del Presidente della Repubblica Italiana. Le prime tre giornate hanno dato una fumata nera.

Il primo giorno

Ieri la forte impennata dei voti per il Presidente uscente Sergio Mattarella, con 125 voti, per il candidato di Fratelli d’Italia Guido Crosetto con 114 e di Pier Ferdinando Casini, il centrista per antonomasia, storico leader dell’Unione di Centro, che ha conquistato 52 preferenze.

In questi primi tre giorni si sono susseguite dichiarazioni, scontri, proposte e controproposte.

Nel primo giorno di scrutinio, scheda bianca da parte di centrodestra e centrosinistra. Lunedì sono state infatti contate 36 preferenze per Paolo Maddalena, 16 per Sergio Mattarella, 9 per Marta Cartabia e 672 schede bianche.

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Il secondo giorno il centrodestra avanza le sue prime proposte: Marcello Pera, ex Presidente del Senato, Letizia Moratti, Ex Sindaca di Milano e Carlo Nordio. Un secco e convinto “NO” da parte del centrosinistra, che giudica irricevibili i nomi espressi. Anche in questo caso, valanga di schede bianche: ben 527. Ma è proprio qui che inizia a risalire il nome del Presidente uscente Sergio Mattarella, che si aggiudica 39 preferenze, a pari merito con il Magistrato Paolo Maddalena.

Ieri gli screzi si sono fatti ancor più aspri. Mentre Matteo Salvini ed Enrico Letta hanno continuato ad alzarsi reciproci muri, Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni ha fatto un passo avanti, lanciando un segnale, annunciando di votare per Guido Crosetto, fondatore del partito. Il risultato è più che sorprendente: infatti ottiene 114 voti, doppiano praticamente i voti certi dei grandi elettori della Meloni. Ancor più significativo lo sprint di voti per Sergio Mattarella, che da 39 sale addirittura a 125 voti, tre volte tanto quelli ottenuti il giorno precedente.

Oggi potrebbe cambiare tutto. Intanto ciò che cambia con certezza: il quorum, che scende a 505.

Potrebbe dunque essere sufficiente un’azione di forza di chi ha la maggioranza dei grandi elettori, ovvero il centrodestra, per eleggere il nuovo Capo dello Stato. Ma si tratterebbe di uno scontro istituzionale forse senza precedenti all’interno dell’arco costituzionale.

Letta, Segretario Nazionale del PD, proprio ieri ha annunciato che il Presidente della Repubblica si eleggerà domani, venerdì 28 gennaio, mentre Salvini sostiene che non la darà vinta al centrosinistra e che non si lascerà trascinare dai veti dei DEM.

Matteo Renzi, leader di Italia Viva, continua a considerare valida la candidatura di Mario Draghi, che definisce una ricchezza per il paese, mentre Giuseppe Conte, leader del MoVimento 5 Stelle sostiene che Draghi sia giusto rimanga dove si trova oggi, ovvero a Palazzo Chigi.

Sempre in tema di Italia Viva, Renzi ha proseguito: “mi auguro che la prossima elezione sia fatta dal popolo”. Infine, richiesta dai Parlamentari renziani Boschi e Faraoni, la possibilità di procedere con due votazioni al giorno anziché una soltanto come avvenuto sino a ieri e avverrà anche oggi.

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Pubblicato giovedì, 27 Gennaio 2022 @ 09:38:21     © RIPRODUZIONE RISERVATA