Riceviamo e pubblichiamo dal comitato Rifiuti Zero Ladispoli:
Se volessimo pensare ad alcune caratteristiche negative della nazione Italia e del popolo italiano in genere sicuramente due spiccherebbero tra le altre: in Italia il provvisorio spesso diventa definitivo e gli italiani stanno sempre a “rincorrere” le emergenze senza mai affrontare i problemi alla fonte. Sono anni che noi dei vari comitati rifiuti urliamo ai quattro venti che il “nodo rifiuti” è arrivato al pettine, che malagrotta chiuderà senza che politici e amministratori abbiano trovato soluzioni alternative (o meglio, non vogliono applicarle perchè le soluzioni, come vedremo, esistono), che pizzo del prete, monti dell’ortaccio, falcognana ecc.. NON sono la soluzione bensì il tappeto sotto cui nascondere il problema rifiuti.
Adesso che questo “tappeto” è stato spostato qui, a Bracciano, improvvisamente TUTTI (almeno in teoria) si sono svegliati da questo sogno in cui i rifiuti di Roma rimanevano a Roma e i rifiuti di Ladispoli, Cerveteri ed altri 25 comuni andavano a…?? già…dove vanno i rifiuti della nostra zona? Siamo arrivati al nocciolo della questione: Cupinoro l’abbiamo creata noi..per anni abbiamo sversato i rifiuti indifferenziati in quella valle che poi è diventata collina ed adesso diventerà montagna. Dunque occorre fare una riflessione: se da un lato è giusto combattere contro l’arrivo dei rifiuti di Roma non per semplice campanilismo ma per non aggravare la salute del malato grave, dall’altro dobbiamo ricordare a noi stessi ed ai nostri amministratori che il malato grave è solo e soltanto il figlio delle nostre NON scelte in materia di gestione dei rifiuti.
Parlano le cifre: nei primi nove mesi di quest’anno i comuni di Ladispoli e Cerveteri hanno sversato (la parola conferito ha una valenza positiva che in questo caso non è consona) a Cupinoro oltre 31.000 tonnellate di rifiuti INDIFFERENZIATI, ossia i più pericolosi. Roma dovrebbe portare 20.000 tonnellate di rifiuti già trattati e resi inerti. Certo qualcuno dirà (noi per primi) che questo conferimento può aprire la strada ad altri, in considerazione del fatto che, per una scelta scellerata della Bracciano Ambiente, l’invaso può estendersi di altri 450.000 metri cubi, ma di questo ampliamento quasi la metà sarebbe occupato dai rifiuti di casa nostra.
Occorre allora che la nostra protesta civile sia aperta su due fronti: da un lato il blocco verso i rifiuti provenienti da Roma, dall’altro un azione pressante verso chi, dopo tanti anni, contribuisce a far crescere cupinhorror in quanto ancora non attiva la raccolta differenziata porta a porta nei nostri comuni, non aderendo ancora alla strategia “rifiuti zero”. Così, mentre da un lato notiamo positivamente la presenza dei sindaci di Ladispoli e Cerveteri nei dibattiti pubblici contro l’arrivo dei rifiuti romani, dall’altro constatiamo la loro assenza nella sede deputata al confronto, allo scambio delle “buone pratiche” ed all’unione delle forze tra i comuni limitrofi: l’osservatorio sui rifiuti della tuscia romana promosso dalla rete “zero waste”.
Invitiamo dunque la popolazione di queste zone a combattere con noi contro questo ennesimo scempio del territorio ma a anche a farsi “pungolo” verso i propri amministratori affinchè questi ultimi procedano nel minor tempo possibile verso la strada “rifiuti zero”, altrimenti ci sarà sempre qualcuno che, da Roma, potrà dire: “chi è senza monnezza scagli il primo sacchetto”..
Il Presidente del CRZL
Marina Cozzi
