Rifiuti nella centrale? Il no dei comuni. Civita: "La Regione non ha alcuna intenzione di farlo" • Terzo Binario News

Rifiuti nella centrale? Il no dei comuni. Civita: “La Regione non ha alcuna intenzione di farlo”

Mag 1, 2013 | Civitavecchia

Il Sindaco di Civitavecchia Pietro Tidei

Il Sindaco di Civitavecchia Pietro Tidei

Prima la mozione del gruppo consiliare di Sel di Civitavecchia, poi l’immediata ordinanza del sindaco Pietro Tidei, infine la precisazione dell’assessore Civita che rassicura: “La Regione Lazio non ha alcuna intenzione di bruciare CSS né altro genere di derivati dal trattamento dei rifiuti a Civitavecchia”.

Le parole dell’assessore regionale, riferite al sindaco Tidei, arrivano a placare le preoccupazioni che nei giorni scorsi avevano animato le amministrazioni di Civitavecchia e dei comuni limitrofi. L’ipotesi di una possibile combustione dei rifiuti di Roma nelle centrali di Civitavecchia era circolata in seguito a una serie di provvedimenti concorrenti.

A cominciare dalla sentenza del Consiglio di Stato che, ribaltando quella del Tar, ha ripristinato il piano rifiuti della Polverini, per continuare con gli ultimi atti del ministro Clini e del commissario straordinario per i rifiuti Sottile. In particolare il riferimento è al decreto del 23 marzo con cui il Ministero dell’Ambiente semplifica la normativa che prevede la combustione del CDR (combustibile da rifiuti) o CSS (combustibile solido secondario) all’interno di siti produttivi come cementifici o centrali termoelettriche.

Inoltre il 4 aprile, come ricorda la mozione di Sel, “il Ministro Clini ha firmato l’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) della centrale di Torre Valdaliga Nord con il quale si sono stabilite le condizioni di esercizio dell’impianto per i prossimi otto anni. Con questo provvedimento L’Enel potrà operare per un complessivo di 1500 ore in più all’anno bruciando 900.000 tonnellate annue di carbone utilizzando combustibile con tenore di zolfo all’1%”.

de crescenzo

Il capogruppo di Sel Ismaele De Crescenzo

Tutti fattori che avevano indotto il capogruppo di Sel Ismaele De Crescenzo a presentare una mozione al sindaco per chiedere un’ordinanza contro qualsiasi ipotesi di combustione di rifiuti nelle centrali di Torrevaldaliga Nord e Torrevaldaliga Sud. Impegno che Tidei ha preso all’istante con un’ordinanza che vieta di bruciare i rifiuti nelle centrali civitavecchiesi. “In tale situazione – si legge nel provvedimento – si innesta l’assoluta mancanza di certezze in ordine al piano rifiuti regionale, acuita dalla recente sentenza del Consiglio di Stato, che potrebbe riaprire ipotesi nefaste per la collettività civitavecchiese e per le popolazioni limitrofe”.

Sul tema si era espresso ieri anche il consiglio comunale di Tarquinia, che ha approvato all’unanimità la proposta del presidente consiglio Armando Palmini di esprimere la più ferma contrarietà all’uso del combustibile da rifiuti e del combustibile solido secondario alle centrali di Civitavecchia. «Di fronte a una situazione complessa e in continua evoluzione, com’è quella dello smaltimento dei rifiuti nella Regione Lazio, abbiamo voluto dare un segnale forte contro questa ipotesi assurda – dichiara il presidente Palmini – Il polo energetico di Civitavecchia è il più grande d’Italia e d’Europa. Senza dimenticare il porto, uno dei più importanti del bacino del Mediterraneo. Bruciare i rifiuti per produrre energia creerebbe quindi un ulteriore problema ambientale per il nostro territorio».