Renna: "Social a parte, a Ladispoli non basta il piano regolatore, serve pure la Vas" - Terzo Binario News

“Lungi da me parlare a nome di altri ed anche fare del moralismo spicciolo, ma sono arrivato ad una età tale che mi impone, per rispetto a me stesso e alla società in cui vivo, di esternare quello che penso e lo faccio anche con questo appunto, offrendolo a chi vorrà avere la pazienza di leggerlo.

La dinamica dei social impoverisce i contenuti ed annebbia le menti facendo sì che tutto si dica affinché nulla sia detto e, soprattutto, compreso. A Ladispoli, come ormai ovunque, si scrive sui social pensando che questo corrisponda ad una azione in grado di ottenere qualcosa.

Purtroppo non è così, per alcune cose serve una visione complessiva che implica tempi e analisi maggiori di un post, senza contare i vari leoni da tastiera, magari iene a pagamento, che poi annegano il post stesso rendendolo inutile o intimidendo con gli insulti.

Un esempio eclatante è la variante di PRG di Ladispoli. Si tratta della ri-adozione della variante di 11 anni fa, mai approvata, alla quale aggiunge altro cemento e residenti, che aumenteranno la produzione di rifiuti e liquami. Peccato però che Ladispoli sia totalmente priva dello strumento che, per legge, regola la visione complessiva dello sviluppo della città che si chiama V.A.S. (valutazione ambientale strategica) Generale che la legge stabilisce, anche con varie sentenze, che debba essere redatta prima delle Varianti Generali e, quindi, dei Piani Particolareggiati che la legge ha sancito essere nulli senza di essa.

Serve anche ad evitare di sprecare soldi pubblici, e deve coinvolgere i cittadini su dove vogliono che la propria città vada socialmente e come pianificare strategicamente il territorio. La VAS è “un processo sistematico di valutazione dell’impatto ambientale applicato a piani e programmi, invece che a singoli progetti” e per ambiente non si intende solo la natura ma anche la componente sociale.

Tutto ciò di cui ci si lamenta, traffico per una attività in un punto nodale, piuttosto che sversamenti per insufficiente capienza del depuratore, o che da tre anni una porzione del territorio non abbia acqua potabile, ma soprattutto la mancanza di sviluppo delle attività che danno lavoro permanente sono dovute alla mancanza di una visione del territorio, che viene potenziata dalla partecipazione dei cittadini.

Non scegliere come tutelare la Palude di Torre Flavia o il Bosco di Palo (che pochi sanno essere bene di importanza europea che sta riscontrando difficoltà a sopravvivere) sono danni che paghiamo ogni giorno tutti. Per questo la V.A.S. Generale viene prima delle Varianti ed è un diritto dei cittadini, che nel caso di Ladispoli è negato con giustificazioni acrobatiche dei tecnici che fanno finta di non leggere e/o capire.

L’attuale Amministrazione, palese proseguimento sostanziale della politica urbanistica del precedente Sindaco (e del suo Vice prontamente corso in soccorso dell’attuale alle prime difficoltà urbanistiche) prosegue nello scempio del diritto. Deve essere deciso dai cittadini, non dai soliti pochi noti (padri ben poco nobili), se accettare una città dormitorio o sviluppare il turismo più della produttività, oppure se e come tutelare l’ambiente ed il patrimonio paesaggistico o ambientale.

La VAS Generale non è astratta, è un atto concreto che vincola le Varianti di PRG ed i Piani Particolareggiati. La Pianificazione urbanistica è odiata dagli speculatori e finisce sempre sotto al tappeto facendo finta che non esista e si finisce per creare interventi a macchia di leopardo che dopo la cittadinanza dovrà risanare a proprie spese.

Quindi se stiamo come stiamo è perché siamo come siamo, ovvero protestiamo sui social pensando che basti ma non facciamo azioni concrete come osservazioni, accessi agli atti, associazionismo serio e magari anche qualche sana protesta. Certo, serve partecipare, comprendere ed approfondire e questo richiede un minimo di attenzione e tempo, ma la posta in gioco è grande su questi argomenti.

L’approccio social, ottimo per altre cose, non funziona in questo caso in quanto poi arrivano le iene da tastiera ad insultare e proporre argomenti insulsi senza sapere di cosa parlano e tutto si perde, magari a comando degli speculatori. E non capire della materia non deve impaurire, paghiamo dei tecnici comunali e regionali affinché si assumano delle responsabilità e spieghino a tutti la legge.

Quindi, se vogliamo che qualcosa cambi, cominciamo a cambiare il nostro approccio a queste questioni, soprattutto che escano allo scoperto le Associazioni, oppure se ne costituiscano di nuove, e che si pretenda programmazione e rispetto della legge, perché i danni che si stanno procurando li pagheranno le future generazioni …ma anche le nostre non ne usciranno affatto bene”.

Massimo Renna

Pubblicato lunedì, 13 Settembre 2021 @ 05:01:00     © RIPRODUZIONE RISERVATA