Raccolta di castagne decente ad Allumiere, ma i problemi restano - Terzo Binario News

Allarme della coop Il Castagneto: “Servono interventi strutturali per trasformarla in volano economico”

Cinipide, cinghiali, siccità e abbandono. Nonostante la sfilza di fattori avversi, la raccolta delle castagne ad Allumiere è stata decente e si guarda in prospettiva con un pizzico di fiducia.

La cooperativa Il Castagneto è l’impresa che si occupa della selezione e della vendita delle castagne per i territori di Allumiere e Tolfa, con dei problemi cronici che non si riesce a risolvere. Problemi più strutturali che di tipo naturale o ambientale.

Nei giorni scorsi il presidente Dante Simonetto ha presentato la relazione annuale, che prevede un guadagno di circa 20mila euro dalla vendita. Non tantissimo per i 350 soci ma è un segno di ripresa, per quanto flebile.

«Siamo l’unica realtà produttiva della zona – spiega il presidente Simonetto – pur lavorando in un capannone inagibile, senza poter effettuare l’etichettatura né l’insacchettamento.

Al capannone della contrada sant’Antonio manca l’antincendio da 5 anni sebbene il comune di Allumiere sia informato della questione e si opera con il consenso dei Vigili del Fuoco. Così proprio non va».

Il punto di raccolta rappresenta una delle questioni centrali del mancato sviluppo dell’economia intorno alla castagna: «Le criticità della struttura sono note all’amministrazione e ne che impediscono ogni sviluppo della commercializzazione, ma da piazza della Repubblica non è arrivata nessuna risposta. In questa situazione è impossibile confezionare ed etichettare i nostro prodotto, eppure sarebbe una bella promozione per territori di Allumiere e di Tolfa. Nel piazzale esterno manca l’illuminazione, eppure erano previsti due punti luce. Nel 2017 abbiamo presentato un progetto di laboratorio per la trasformazione della frutta e la smielatura con relative confezioni da realizzare a nostre spese e silenzio anche su questo. Per ora si è potuto solo installare una cella frigorifera, una bilancia elettronica, selezionatori, un muletto elettrico e un transpallet».

Altra grana, l’abbandono: «Vero, dovuto anche alla mancanza di strade di collegamento interne, che siano rese percorribili. La riduzione di raccolta è arrivata fino a 3-400 quintali e senza i cinghiali, che hanno approfittato della mancata raccolta, saremmo arrivati a 800 quintali». La nota lieta, il contenimento del cinipide, riuscito attraverso il lancio del torymus insetto antagonista: «Ci combattiamo dal 2006 e ora sta tornando un equilibrio accettabile. Le piante si sono rafforzate ma servono alcuni accorgimenti in fase di raccolta per mantenere la qualità alta come evitare di mischiare insieme la “marrone” con la “gentile”, programmare le potature senza abbandonare i castagni. In un mercato globale è necessario puntare sulla qualità per essere competitivi» la conclusione del presidente Dante Simonetto.

Pubblicato sabato, 20 Novembre 2021 @ 16:01:00     © RIPRODUZIONE RISERVATA