Pua, Paliotta: nessuna privatizzazione ma spiagge libere curate e vigilate • Terzo Binario News

Pua, Paliotta: nessuna privatizzazione ma spiagge libere curate e vigilate

Feb 11, 2013 | Ladispoli

paliotta

Il sindaco Crescenzo Paliotta interviene a rassicurare quanti, tra i balneari e l’opposizione, stanno alimentando i sospetti che il Pua, il Piano di utilizzo degli arenili, possa portare a nuove concessioni di stabilimenti.  “Nessuna privatizzazione, né occupazione di spiagge libere”, ha detto il primo cittadino, rispondendo alle critiche di voler nascondere dietro alla creazione di spiagge libere attrezzate futuri cambi di destinazione d’uso.

“Gli obiettivi del progetto di Piano di utilizzo dell’arenile di Ladispoli – ha detto Paliotta – sono regole certe che possono garantire balneari, spiagge libere curate e vigilate, spazio per lo sport e il tempo libero. Inoltre grande attenzione alle opere che facilitino l’accesso alla spiaggia anche ai portatori di handicap e nessuna occupazione di spiagge libere e nessuna privatizzazione”. Con queste parole il sindaco Crescenzo Paliotta è intervenuto sul Pua che sta per essere approvato dal Consiglio comunale.

“In mancanza di altri argomenti – ha proseguito Paliotta – il Piano di Utilizzo degli Arenili e la sua prossima adozione sta diventando motivo di polemica pre elettorale. Un’opposizione che conosce poco le leggi, comprese quelle adottate dalla Giunta di Centro destra, ormai dimissionata, della Regione Lazio, parla di “privatizzazione delle spiagge libere” cercando di allarmare sia i cittadini che gli operatori balneari.

Premesso che da quando a Ladispoli amministra il Centro sinistra non sono mai state rilasciate nuove concessioni su spiagge libere, le carte portate alla discussione del PUA dimostrano esattamente il contrario di quanto sostiene l’opposizione. Le leggi e i regolamenti regionali prevedono che le spiagge libere debbono essere curate e vigilate o direttamente dal Comune oppure attraverso lo strumento della convenzione stagionale da stipulare dopo bandi ai quali possono partecipare per primi i gestori di stabilimenti balneari.

Questo prevede la legge regionale e questo prevede il Pua portato in discussione: l’unica previsione aggiunta riguarda quella per lo sport velico che a San Nicola attualmente può contare solo su circoli nautici privati e riservati ai soci. Il polverone sollevato da varie parti, ma soprattutto dall’opposizione, nasconde in realtà i veri problemi del turismo balneare in tutta la costa a nord di Roma: la qualità del mare e la balneabilità, l’erosione, la mancanza di norme che consentono di ristrutturare e rinnovare gli stabilimenti balneari. Su questi temi ci stiamo impegnando da tempo, anche in mancanza di politiche regionali all’altezza dell’importanza dei problemi”.

“L’Agenzia Regionale per la protezione Ambientale (l’ARPA) – ha concluso Paliotta – viene usata dalla Regione Lazio solo per i controlli routinari previsti dalle norme, mentre potrebbe svolgere una azione di monitoraggio quotidiano, soprattutto nella stagione estiva. Sul fatto dell’erosione le uniche opere realizzate a Ladispoli sono quelle fatte dal Comune tra il 2008 e il 2010 che sono servite a salvare almeno cinque stabilimenti che erano a rischio e ad aumentare la spiaggia in diversi punti. La Regione Lazio in due anni non solo non ha ancora pagato al Comune nemmeno un euro delle somme spese ma ha bloccato il restante finanziamento che era destinato al tutto il centro-nord del nostro litorale. Riteniamo che siano questi i problemi veri del turismo balneare a Ladispoli e nei comuni limitrofi: le polemiche pre-elettorali fanno solo confusione e speriamo cambino dopo il voto”.

Le parole di Paliotta servono a placare le voci che in questi giorni stanno accompagnando la chiusura del processo di approvazione del Pua. Il piano doveva essere votato in Consiglio comunale venerdì, ma per una serie di problemi tecnici e contrasti anche in seno alla maggioranza è stato tutto rinviato. Forse già alla fine di questa settimana.