Riceviamo dal Comitato STOP TTIP ETRURIA e pubblichiamo.
Con preciso riferimento all’articolo apparso su Terzobinario del 3 marzo scorso sulle presunte opportunità per gli artigiani locali, sull’export potenziale e il mercato creato del trattato TTIP tra USA ed Europa, il Comitato Stop TTIP Etruria ritiene che la ratifica del trattato in oggetto comporterebbe, purtroppo, l’effetto esattamente opposto a quello auspicato da Maurizio Mancini, responsabile dell’Area Internazionalizzazione della CNA di Viterbo e Civitavecchia. Le prime vittime del Trattato sarebbero proprio gli artigiani, insieme ad agricoltori e piccoli imprenditori locali. Questo è quanto affermano molti tecnici del settore e molti economisti. L’interesse di pochi metterebbe in discussione la sopravvivenza di molti, a partire dai produttori più piccoli.
Ammesso un supposto empirico guadagno iniziale, il Trattato Transatlantico per il Commercio e gli Investimenti potrebbe avere pesanti ricadute sociali sulla qualità della vita, sui servizi e residui di “welfare”, sull’occupazione, sui salari. Occorre quindi un esame più attento delle conseguenze a lungo termine del Trattato. Per questo proponiamo un confronto, (importante per gli stessi interessati) sulle reali opportunità del TTIP.
Per quanto riguarda il nostro Comitato, queste opportunità sono tutte da verificare; basti pensare alle conseguenze che trattati analoghi, come il NAFTA (North American Free Trade Agreement, Accordo nordamericano per il libero scambio), stipulato tra Stati Uniti, Canada e Messico nel 1992, hanno poi avuto: una crescita del commercio ma anche una maggiore concentrazione di ricchezza nella mani di pochi, un taglio generalizzato di salari del 20%, l’aumento della disoccupazione e dell’emigrazione.
Ritenendo indispensabile e costruttivo un tavolo immediato di confronto tra il Comitato Stop TTIP ETRURIA e la CNA locale, ne avanziamo tempestiva richiesta alla CNA Viterbo.
