“Sfido l’ignoranza. E spero di fare meglio di prima”. Francesca Mosca ha le idee chiare, nonostante il dispiacere covi ancora. Già, perché il Gesù di via Calisto II, alla Pineta Sacchetti, è stato deturpato da mano ignota, con un simbolo fallico stampato in faccia a un’opera che resisteva da due anni e mezzo.
Francesca Mosca – che fa parte di Pinacci Nostri, il collettivo artistico che gravita nella zona Nord Ovest di Roma – si è detta dispiaciuta per il mancato rispetto nei confronti di un lavoro sostenuto dal consenso del quartiere. “Mi occuperò del restauro, spero in tempi brevi – ha raccontato a Terzo Binario – dovrò scegliere gli orari giusti, ma non farò passare molto tempo. Questo è certo”.
L’opera in questione rientrava in un murale composto da due elementi, come ha evidenziato Lello Melchionda, voce narrante di Pinacci: ” Da una parte la mappa di Primavalle realizzata da Maurizio Costanzi, dall’altra il Gesù di Francesca Mosca. Gesù, va detto, che ha in mano il cuore raffigurato in una palazzina di piazza Pio IX, denominata ‘la bara’ per la sua conformazione”.
Questo lato della Pineta Sacchetti, ha sottolineato Melchionda, “prima faceva parte di Primavalle. Il lavoro di via Calisto II intendeva mettere sul piatto da un lato la parte ‘papalina’ del quartiere, dall’altro l’anima popolare della borgata nata negli anni Trenta”.
Il Gesù della Pineta Sacchetti, c’è da scommetterci, tornerà a splendere: “Tante signore – ha terminato Lello Melchionda – durante le fasi di ultimazione di quello che è un vero e proprio quadro, toccavano il volto dell’immagine sacra e subito dopo facevano il segno della croce. A dimostrazione del contatto umano e spirituale che si è subito creato con un’opera realizzata, soprattutto, per ricordare il tema storico rappresentato dalla Primavalle di come era una volta”.
