Pd Tolfa: "In consiglio comunale respinte tre mozioni con cui esprimere vicinanza al popolo palestinese" • Terzo Binario News

Pd Tolfa: “In consiglio comunale respinte tre mozioni con cui esprimere vicinanza al popolo palestinese”

Set 27, 2025 | Comune, Politica, Tolfa

Carminelli: “Questa maggioranza si rifugia nel silenzio, o in una sorta di neutralità, in una falsa narrazione in cui oppressore e oppresso si equivalgono

Ecco l’intervento di Sharon Carminelli, consigliera comunale Pd a Tolfa.

“Abbiamo presentato tre mozioni per esprimere in qualche modo vicinanza al popolo Palestinese. Per dire da che parte della storia vogliamo che stia il Comune di Tolfa.

Tre, perché una non era bastata. Tre, perché – nonostante tutto – continuavamo a nutrire una piccola speranza anche nei confronti dei membri di questa assemblea.

Abbiamo chiesto:

1.Esporre la bandiera palestinese sulla facciata del Comune. un gesto simbolico, pacifico, ma fermo. Respinto.

2. Proporre un gemellaggio con Gaza, una città distrutta, come atto di solidarietà e vicinanza umana. Rifiutato.

3. Sospendere, dove possibile, la vendita di prodotti TEVA – multinazionale israeliana. Un atto politico non violento, che va nella direzione di un boicottaggio civile verso chi sostiene la guerra. Bocciata.

La verità è semplice, e dolorosa. 

Questa maggioranza si rifugia nel silenzio, o in una sorta di neutralità, in una falsa narrazione in cui oppressore e oppresso si equivalgono. La neutralità così come il silenzio, in questo momento, non possono che essere percepiti come complicità. E per questo, proviamo profondo disagio a far parte di questo consiglio.

Profondo disagio anche nel parlare di burocrazia quotidiana, magari mentre discutiamo se i pasti della mensa scolastica siano abbastanza graditi, quando non si è capaci di alzare la voce per i bambini che a Gaza non mangiano da settimane e non hanno acqua da bere?

E vogliamo dirlo di nuovo a chi ci accusa, come se fosse un peccato capitale, di fare Politica: SI FACCIAMO POLITICA.

Quella che fa e propone, che si espone, che ha una visione del mondo e cerca di plasmarlo.

È esattamente quello che dovrebbero fare anche loro, dentro quest’aula. 

In risposta alla tragedia di Gaza, c’è chi si è rifugiato in frasi vuote, nelle solite premesse recitate come monologhi teatrali, dicendo che l’Italia ha fatto la sua parte con qualche pacco di aiuti umanitari. Una apologia di quella parte  politica che si pulisce la coscienza con le briciole e allo stesso tempo arma chi quella popolazione la sta distruggendo.

La Sindaca si è aggrappata al benaltrismo nel chiedere che, ancora una volta, si inserisse  la condanna di Hamas. Ma questa è una scusa.

Quella condanna è già stata fatta – anche quella, per mano di una nostra mozione, due anni fa. Il vero problema è che non sono interessati a nulla. Colpevoli anche di non voler nemmeno chiamare le cose con il loro nome.

Se Hamas è un’organizzazione terroristica – e lo è – come dovremmo allora definire Netanyahu, responsabile politico di oltre 70.000 morti civili, di un assedio totale, di crimini che l’ONU ha definito crimini contro l’umanità?

La vicesindaca ha detto che la bandiera palestinese e il gemellaggio sono gesti troppo simbolici.  Accusandoci in qualche modo di troppa retorica.

Eppure non ha votato né per quello e tanto meno per un’azione concreta, come il boicottaggio dei prodotti TEVA.

Aggiungiamo infine che, se siamo costretti, come italiani,  a presentare mozioni simboliche ( come qualcuno, che pur riscaldando il posto in consiglio da anni, sembra accusarci) o imbarcarci sulle navi della Flotilla, mettendo a rischio le nostre vite, è perché siamo governati da un governo che ci rende complice ogni giorno, che invece di agire in difesa del diritto internazionale e della costituzione, chiama terroristi e strumentalizza chi non si rassegna a questo schifo. E i nostri amministratori ne seguono le orme”.