Continua a fare discutere l’azione del gruppo denominato “Pascucci a casa” che da tempo raccoglie firme per chiedere le dimissioni dell’attuale sindaco. A dire la sua su questa nuova formazione politica anche il consigliere Salvatore Orsomando.
“Sono stato invitato con altri consiglieri alle prime riunioni del comitato ancor prima riunione per la fondazione del comitato – spiega Orsomando – ritenevo però opportuno poter avere sul tavolo una bozza di alternativa per controbattere l’operato di Pascucci. Non mi sono defilato, ho preferito andarmene senza partecipare. Anche in qualità di portabandiera di Forza Italia, dopo essermi confrontato con il coordinatore provinciale, ho deciso di non partecipare: ci sembrava insensato proseguire su una strada senza nessuna guida, senza nessun argomento su cui costruire qualcosa che avrebbe proiettato Cerveteri sul futuro. Una raccolta firme senza senso insomma”.
E se si chiede al consigliere se dal momento della creazione del Comitato ad oggi ha cambiato idea, Orsomando è perentorio: “Ancora la penso così. In quel comitato c’è gente che continua a protestare, urlare senza però offrire un’alternativa valida.”
Per il consigliere continua quindi a mancare un’alternativa che non sia mandare a casa il primo cittadino per far arrivare un commissario esterno. “Se il comitato serve a pungolare, io Pascucci lo pungolo in Consiglio comunale – dichiara Orsomando – Per me il comitato è solo il tentativo per alcuni personaggi di riemergere”.
Quali sono dunque le proposte che il Comitato dovrebbe fare per coinvolgere Orsomando in questo movimento contro Pascucci? “Se il comitato è disposto a incontrarsi intorno ad un tavolo e parlare di iniziative io ci sto – spiega Orsomando – purchè ci sia un obiettivo, ossia costruire una classe dirigente all’altezza di governare una città di 40.000 abitanti con tutti i problemi che ci stanno. Ma forse in quell’incontro sono stato un marziano”.

