Omicidio Vannini, i legali dei Ciontoli replicano a Gnazi e De Carolis: "Gli assistiti hanno reso dichiarazioni convergenti" • Terzo Binario News

Omicidio Vannini, i legali dei Ciontoli replicano a Gnazi e De Carolis: “Gli assistiti hanno reso dichiarazioni convergenti”

Ott 27, 2017 | Cerveteri, Cronaca, Ladispoli

Arriva alla nostra redazione la replica dei legali della famiglia Ciontoli e di Viola Giorgini, avvocati Andrea Miroli e Pietro Messina, ai commenti fatti dai loro colleghi, avvocati Celestino Gnazi e Mauro De Carolis, rispetto a quanto emerso dalle deposizioni di Viola, Federico, Antonio e Marina.

Spett.le
Terzo Binario

Oggetto: processo Vannini

Egr. Direttore,

nella nostra qualità di difensori del sig.ri Antonio, Martina e Federico Ciontoli, nonché di Maria Pezzillo e di Viola Giorgini, siamo a specificare quanto segue relativamente alle dichiarazioni rese dagli Avv.ti Celestino Gnazi e Mauro De Carolis, riguardo l’esame degli imputati tenutosi nel corso delle udienze dello scorso 23 e 26 ottobre 2017.

Contrariamente a quanto affermato dai citati Legali, i nostri assistiti hanno reso dichiarazioni assolutamente convergenti riguardo l’evento occorso nella notte tra il 17 ed il 18 maggio 2015.
Le contraddizioni, peraltro di nessun rilievo, emerse nell’ambito delle predette udienze, sono invece indicative dell’assoluta spontaneità e credibilità del loro narrato.

E’ di tutta evidenza, infatti, che la morte di Marco sia ascrivibile ad una manifesta sottovalutazione dell’accaduto da parte del sig. Antonio Ciontoli – sottovalutazione che, proprio in quanto tale, lo ha spinto a non riferire a tutti gli altri occupanti della casa, quello che era realmente accaduto.

Costituisce palese riscontro di ciò, la condotta dai medesimi tenuta la sera dei fatti, che può trovare giustificazione solo nell’aver, per ciò che concerne il sig. Antonio Ciontoli, colposamente ritenuto che il colpo avesse attinto la spalla di Marco e per tutti gli altri, non aver compreso, in quanto indotti in errore dal capo famiglia, la ragione del suo malessere.

Da ultimo, non è assolutamente intenzione di chi scrive, entrare nel merito delle dichiarazioni di alcuni testimoni, come fatto in maniera assolutamente superficiale e pressapochista dai predetti Colleghi, preferendo approfondire le deposizioni nella sede deputata a farlo.

Piace tuttavia prendere atto di come gli stessi abbiano abbandonato le fantasiose tesi iniziali, quando cavalcando la gogna mediatica creatasi attorno all’accaduto, ipotizzavano la volontarietà del colpo sparato dal sig. Antonio Ciontoli.

Avv. Andrea Miroli
Avv. Pietro Messina

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