E’ iniziata da pochi minuti la quarta udienza per l’omicidio di Marco Vannini che vede la famiglia Ciontoli e Viola Giorgini sul banco degli imputati.
Un’udienza importante, quella di oggi, che vedrà testimoniare il cugino di Marco, Alessandro Carlini, e i vicini di casa che la fatidica sera erano nella loro abitazione.
Aggiornamenti:
- 10:11- Entra la Corte ed ha inizio l’udienza. Presente in aula Antonio Ciontoli alle spalle degli avv. Miroli e Messina.
- 10:21- Viene chiamato a testimoniare Carlini Alessandro, cugino di Marco Vannini. L’avvocato Gnazi chiede al teste di illustrare i rapporti fra lui e Marco Vannini e con la famiglia Ciontoli. Alessandro riferisce del forte legame con il cugino Marco e chiarisce che anche con Martina Ciontoli intercorreva un ottimo rapporto. Nella domanda successiva l’avv.Gnazi chiede al Carlini se era a conoscenza del percorso di studi di Martina in infermieristica e se questo percorso prevedeva attività pratiche di tirocinio. Su quest’ultimo aspetto vi è opposizione da parte della difesa. Lo stesso viene chiesto sui percorsi formativi e di studio di Federico Ciontoli. Alessandro riferisce sul punto degli anni di servizio militare alla Nunziatella e della laurea in ingegneria. Anche a domanda sui rapporti con Antonio Ciontoli spiega che si trattavano di rapporti molto cordiali e di essere stato a conoscenza del lavoro dell’imputato. Le domande vertono poi sui contatti avuti da Alessandro con la famiglia Ciontoli successivamente al fatto e il testimone descrive le telefonate successive avute con Martina Ciontoli in cui, a suo dire, sono emerse delle incongruenze relativamente alla ferita e alla chiamata dei soccorsi. A quel punto Alessandro dichiara di aver interrotto i contatti. Relativamente al lavoro di Antonio Ciontoli, Alessandro riferisce di sapere che l’imputato avesse detto a Marco di lavorare per i servizi segreti (AISE) e di occuparsi di antiterrorismo arabo, mentre in realtà si occupava di lavori di cancelleria.
- 10:40- Gli avvocati della difesa chiedono se Alessandro sapesse che il lavoro di Antonio Ciontoli fosse afferente ai servizi segreti già da prima oppure se lo abbia saputo successivamente al fatto. Alessandro dichiara di aver detto a Marco che il lavoro del suocero non era quello che gli aveva fatto credere. Gli avvocati della difesa domandano chi avesse detto ad Alessandro che le reali mansioni di Antonio Ciontoli non fossero quelle che aveva dichiarato a Marco. Alessandro risponde di averlo saputo da un amico che conosceva un collega del Ciontoli.
- 10:50- L’avvocato Messina chiede ad Alessandro se a Marco piacessero le armi. “Assolutamente no”, risponde il Carlini. Dopodiché domanda se Marco avesse fatto concorsi per l’esercito. Alessandro Carlini risponde affermativamente ma dichiara di non ricordarsi il numero di concorsi ai quali il cugino aveva partecipato e che il porto d’armi era stato preso da Marco per ottenere punteggi validi per i suddetti concorsi. A domanda precisa Alessandro Carlini racconta di aver ricevuto un messaggio da Martina Ciontoli in cui lei scriveva che il padre avrebbe sacrificato la sua vita per quella di Marco e che “sarebbero dovute morire tante altre persone”. Inoltre l’avv. Messina domanda ad Alessandro se fosse il fondatore di un gruppo facebook “Verità e giustizia per Marco Vannini”. L’avv. Gnazi interviene spiegando che il sig. Carlini è stato convocato nella giornata di ieri dai Carabinieri per una querela presentata nei suoi confronti per dei commenti sulla pagina facebook.
- 10:57- Terminata la deposizione di Alessandro Carlini sale sul banco dei testimoni uno dei Carabinieri della Compagnia di Civitavecchia che la sera del fatto si sono recati nell’abitazione dei Ciontoli. Il brigadiere Modesto riferisce del sopralluogo nella casa svolto secondo le norme di prevenzione per preservare la scena e di aver trovato nel bagno un asciugamano per terra. Riferisce, inoltre, che Antonio Ciontoli spiegava di aver riposto le pistole nella camera di Federico, sotto il letto dello stesso e che, a seguito di accertamento, venivano effettivamente rinvenute due pistole e un bossolo. Successivamente però, precisa l’agente, è emerso che a riporre le armi era stato Federico Ciontoli. Alla domanda specifica su come si è giunti a questa conclusione il brigadiere ha risposto che lo stesso Federico l’ha dichiarato ai carabinieri. Il teste, su domanda del PM D’Amore, continua a descrivere gli accertamenti effettuati in quell’occasione e la mattina succcessiva.
- 11:15- L’avv. Coppi chiede precisazioni relative agli accertamenti tecnici riguardanti le tracce ematiche rinvenute. L’avv. Gnazi domanda all’operatore dei Carabinieri della quantità di queste tracce ematiche ad un esame visivo. Il teste riferisce che non vi erano macchie evidenti o copiose, ma goccioline sul lenzuolo e sull’asciugamano. In seguito l’attenzione si sposta sui tabulati telefonici acquisiti dai Carabinieri.
- 11:30 L’avv.Gnazi chiede se sia stata fatta l’acquisizione dei tabulati relativi al telefono di servizio di Antonio Ciontoli. Il teste dichiara di ricordare che siano stati acquisiti i tabulati relativi ai numeri dei presenti, ma di non ricordare se fra questi vi fosse quello di servizio di Antonio Ciontoli.
- 11:41- Al banco dei testimoni va il luogotenente Simeone. L’avv. Gnazi torna sull’acquisizione dei tabulati telefonici. Simeone dichiara di aver acquisito molti numeri, che non ricorda di aver identificato e acquisito un numero di servizio di Antonio Ciontoli, ma che non può escluderlo. Così l’avv. Gnazi domanda che il teste sia riconvocato dopo aver ricontrollato i documenti relativi all’intestazione dei numeri acquisiti. La Corte domanda quale sia la rilevanza processuale di questa verifica.. L’avv. Gnazi spiega che, per la tesi della parte civile, è importante verificare se in quei momenti vi siano state telefonate fatte dal numero di servizio di Antonio Ciontoli, anche per appurare se vi sia stato un eventuale intervento esterno nella pulizia della scena.
- 12:10- Viene ascoltata la testimonianza della figlia dei vicini di casa dei Ciontoli. La ragazza, interrogata dal Pubblico Ministero, riferisce che quella sera del 17 maggio lei si trovava al piano di sotto e che perciò, inizialmente, non aveva sentito le grida. Dopo essere stata avvisata dalla madre, spiega, aveva udito le grida di un ragazzo provenienti dalla casa a fianco. Inoltre la teste dichiara di aver riconosciuto la voce di Martina che, in risposta ad una voce maschile che diceva “scusa Marti”, rispondeva “Amore, Amore, stai tranquillo”. Confermando quanto riferito ai carabinieri la giovane racconta poi di una seconda voce femminile che avrebbe detto “guarda che hai combinato, mi fai sbrattà”. La giovane riferisce che tra le prime urla sentite e l’arrivo dell’ambulanza sia passata circa mezzora.
- 12:30- Chiamata a testimoniare la Sig.ra Esposito, vicina di casa dei Ciontoli, riferisce di aver sentito un grosso rumore intorno alle 23:30: “come un grosso cristallo che si spaccava per terra”. Aggiunge di aver udito, dopo un po’, una voce maschile che diceva di stare male. Riferisce di essere successivamente scesa al piano di sotto per chiedere alla figlia se avesse sentito anche lei. La signora racconta di essere, poi, salita al piano di sopra dove aveva modo di sentire altri rumori provenire dalla casa accanto come se ci fosse stato uno spostamento verso la camera da letto accompagnato dal suono di piccoli oggetti che si rompevano. La sig.ra ha ricordato di essersi affacciata -dopo aver sentito una voce maschile, riconosciuta come quella di Antonio Ciontoli dire di chiamare il 118- e di aver visto al piano di sotto Viola, che alla sua offerta di aiuto la rassicurava dicendole che era stata già chiamata l’ambulanza. Il P.M. chiede alla signora di ricostruire l’incontro avuto con Maria Pezzillo, moglie di Antonio Ciontoli e di riportare quanto le è stato detto dalla Pezzillo in quella circostanza.
• 12:45- A domanda dell’avv. Coppi sull’incontro avuto con Maria Pezzillo, la Sig.ra Esposito riferisce che la Pezzillo parlò della ferita come di un piccolo foro, della dimensione di una bruciatura di sigaretta. L’avv. Gnazi chiede alla Sig.ra Esposito se la famiglia Ciontoli fosse a conoscenza della sua professione di infermiera professionale. Il teste risponde di sì. Su contestazione dell’Avv. Gnazi la vicina ha confermato le sue dichiarazioni secondo le quali quel 17 maggio passò circa un’ora dal primo rumore seguito dall’inizio delle urla e l’arrivo dei sanitari.
• 13:00- Si passa al controesame della Sig.ra Esposito condotto dall’avvocato della difesa Miroli. L’avvocato domanda perché la signora, a giugno, non abbia riferito ai carabinieri della registrazione, effettuata dal marito, di un colloquio avuto con la signora Pezzillo. Le domande si concentrano poi su ciò che la Pezzillo avrebbe detto alla Sig.ra Esposito relativamente alle circostanze in cui Marco ha trovato la morte. - 13:20- E’ il turno del Sig. Liuzzi, marito della sig.ra Esposito. Questi riferisce del colloquio, da lui registrato tramite cellulare, svoltosi tra i due coniugi e la Pezzillo . Secondo la testimonianza del Liuzzi la moglie di Antonio Ciontoli avrebbe chiesto loro la disponibilità a parlare con gli avvocati e di aver creduto inizialmente la ferita causata da un colpo d’aria, prima che il figlio Federico trovasse il bossolo. Il Sig. Liuzzi aggiunge di aver chiesto alla Pezzillo come mai Marco continuasse a dire “scusa Marti” nelle fasi successive all’esplosione del colpo. La Pezzillo, secondo la deposizione del vicino, avrebbe risposto che avevano sentito male e che Marco non diceva “scusa Marti”, bensì “scusa Massi”.
- 13:50- Si conclude l’udienza e la Corte fissa le prossime sedute per il 21 dicembre e il 16 gennaio. In queste due occasioni saranno sentiti altri testimoni e i consulenti balistici (2 per la difesa e 1 per le parti civili).
Mecenate TV seguirà l’udienza con diversi speciali dall’aula.
