Omicidio Vannini: il colpo sparato volontariamente e l'arma pulita • Terzo Binario News

Omicidio Vannini: il colpo sparato volontariamente e l’arma pulita

Ott 14, 2015 | Cerveteri, Cronaca, Ladispoli

marco-vanniniChi ha sparato a Marco Vannini lo ha fatto volontariamente.

Ormai non ci sono più dubbi circa il fatto che la prima versione fornita dal sottufficiale Antonio Ciontoli al pm Alessandra D’Amore della Procura di Civitavecchia, relativa ad “un colpo partito accidentalmente”, non sta in piedi.

La conferma arriva dalle risultanze della perizia sulla pistola che ha accertato il malfunzionamento dell’arma. La pistola calibro nove a canna corta (Beretta 380) di Antonio Ciontoli ha infatti un difetto nel meccanismo di azione, tale per cui non è possibile sparare con il metodo automatico della doppia azione.

Tirando il grilletto, in genere, il cane si arma e poi spara. Ma avendo questo difetto, per attivare il colpo nella pistola di Ciontoli era necessario alzare il cane manualmente e premere il grilletto esercitando una forte pressione.  Quindi da quella pistola non poteva partire alcun colpo da solo: pertanto, o l’arma è stata armata davanti a Marco, oppure è stato alzato il cane per attivare lo sparo. Ma non solo. Nella pistola, oltre a non essere presenti impronte, non sono state rilevate neanche tracce di Dna, il che confermerebbe con certezza che la pistola sia stata pulita volutamente. E non con un semplice straccio per eliminare le impronte. Il cerchio, sull’omicidio di Marco Vannini quindi si stringe, con gli inquirenti che, alla luce di questi risultati e della seconda deposizioni di Antonio Ciontoli che avrebbe fornito una nuova versione dei fatti, avrebbero tutti gli elementi per chiudere il caso su chi ha sparato a Marco Vannini.