Oggi si commemorano le vittime del Covid, due anni fa le bare di Bergamo • Terzo Binario News

Oggi si commemorano le vittime del Covid, due anni fa le bare di Bergamo

Mar 18, 2022 | Cronaca, Politica

Cerimonie istituzionali in tutta Italia per non dimenticare le persone morte a causa della pandemia da Coronavirus

Era il 18 marzo del 2020 quando l’Italia rimase scossa dalle drammatiche immagini provenienti da Bergamo. Una fila interminabile di mezzi pesanti dell’Esercito Italiano che nel silenzio più assordante attraversavano il centro cittadino per portare via le tante bare dei primi morti in Italia a causa del coronavirus, allora ancora misterioso e drammaticamente spaventoso.

Sono trascorsi esattamente due anni da quel giorno e oggi, così come votato dal Senato della Repubblica e dalla Camera dei Deputati, tutte quelle vittime vengono ricordate in tutta Italia con la Giornata nazionale per le vittime da Coronavirus.

Solamente per dare alcuni dati, non solo a fini statistici ma anche per ricordarlo a chi magari fa finta che il Covid non sia mai esistito, da inizio pandemia sono stati quasi 14 milioni i casi di positività in Italia, mentre i morti sono 157.442.

Due anni difficili, dolorosi, drammatici, fatti di distanze, di assenze, di mancanze, di restrizioni, che anziché unire realmente il paese, così come è stato nei primissimi giorni di lockdown quando sembrava esserci una gara a chi urlava dai balconi lo slogan #andratuttobene più forte dell’altro, lo hanno spaccato in due in maniera netta, spesso violenta.

Un dualismo tra vaccinati e no-vax, tra realisti e complottisti, tra sostenitori dei progressi della scienza e virologi fai da te, tra rispettosi delle regole e no green pass, che ha accentuato ulteriormente le divisioni all’interno del paese.

Oggi è semplicemente il giorno del ricordo. Il giorno in cui ricordare, commemorare chi non c’è più, le generazioni andate via in maniera ingiusta, soli, all’interno di un ospedale o di una residenza per anziani, senza neanche il conforto di aver salutato per l’ultima volta i propri figli o i propri nipoti.

Ma è anche il giorno in cui si ringraziano tutti gli operatori sanitari che hanno lavorato, mettendo a rischio la propria salute e la propria vita, le forze dell’ordine, le realtà di volontariato e tutte quelle persone che non hanno mai smesso di garantire, con il sorriso, i servizi fondamentali a tutti i cittadini.

Oggi è il giorno del silenzio, della riflessione e della memoria. Oggi è il giorno per non dimenticare.