Sono 100 quelli di Vicolo della Pienza, 140 quelli del Parcheggio di scambio di fronte al Campo Sportivo. Considerando gli altri posti auto vicini al campo sportivo e nelle vie limitrofe dietro e di fronte alla stazione ferroviaria, il numero dei posti auto non raggiunge i 400. Una quota decisamente inferiore rispetto al numero dei viaggiatori che usufruiscono della stazione di Ladispoli.
Le stime del rapporto Pendolaria di Legambiente 2012 parlano di 40 mila persone al giorno che prendono il treno sulla linea Fr5, la linea che collega Civitavecchia a Roma, di queste persone più di 10.000 provengono da Ladispoli e Cerveteri.
Se andiamo, poi, ad analizzare da vicino i parcheggi possiamo facilmente notare le varie problematiche che ruotano intorno a tali servizi. Il parcheggio di Vicolo della Pienza, il primo ad essere stato realizzato grazie ai fondi della Provincia, è sempre superaffollato da auto, trovandosi, tra l’altro, in una posizione utile anche a chi deve recarsi in centro.
Non essendoci, poi, un vialetto che colleghi il vicolo con il binario 1 della stazione ferroviaria, i pendolari, che spesso devono lottare contro il tempo, hanno aperto un varco nella recinzione per poter guadagnare cinque preziosi minuti, spesso indispensabili per non perdere il treno. E anche quando viene ripristinata la staccionata, in molti sono soliti scavalcarla per evitare di fare un inutile giro.
Il parcheggio di scambio vicino al campo sportivo della città, inaugurato nel 2010, invece, prevedeva fin dall’inizio la costruzione di un sottopasso che lo collegasse alla stazione dei treni, evitando, quindi, ai pendolari di fare un giro molto più lungo a piedi e anche abbastanza pericoloso, considerando che in quel punto le persone devono attraversare una zona molto trafficata tra la rotatoria e il ponte sulla stessa via.
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Foto di Fabio Fantozzi
“Il parcheggio di scambio – ha detto Nicola Moschetta, Delegato ai Lavori Pubblici di Ladispoli – nasce intorno al 2009 con un finanziamento della provincia di Roma, a costo zero, dunque, per il Comune di Ladispoli. Il sottopasso, invece, doveva essere realizzato con un finanziamento già erogato dalla Regione Lazio. Con la caduta della Giunta Marrazzo, però, e l’arrivo della Polverini, la Regione ha tagliato i finanziamenti. Oggi quest’opera – ha continuato Moschetta – rientra nella pianificazione comunale, il progetto esiste ma mancano i soldi per poterlo realizzare. L’idea è quella di cercare nuovamente finanziamenti a livello regionale o comunitario, oppure coinvolgendo operatori privati, ad esempio collegando la realizzazione del sottopasso alla riqualificazione dell’area limitrofa al cavalca ferrovia, lato quartiere campo sportivo.”
I parcheggi inaugurati in questi anni non hanno risolto il problema che deve fare i conto con una continua crescita della domanda. La maggior parte dei pendolari che arrivano da Cerveteri, dalla zona Cerreto di Ladispoli o da altre località vicine, sono costrette, quindi, a girare con la macchina alla ricerca disperata di un posto auto. Ecco che le vie retrostanti la stazione come via delle Magnolie o via delle Azalee dove, tra l’altro, lo spazio potrebbe essere valutato per la costruzione di parcheggi a “spina di pesce” piuttosto che orizzontali come si presentano adesso, vengono prese d’assalto.
“Io vivo a Cerenova – ha spiegato una pendolare – e ogni giorno prendo il treno per dirigermi a lavoro. Spesso mi capita di prendere il treno diretto a Roma da Ladispoli perché non faccio in tempo a prenderlo dalla mia stazione. Quando arrivo a Ladispoli, nelle fasce mattutine, già intasate di traffico per conto loro, devo cimentarmi nella ricerca dei parcheggi. Preferisco non usufruire del parcheggio di scambio perché troppo lontano e ancora privo di un sottopasso e cerco, quindi, di avvicinarmi il più possibile alla stazione ferroviaria cercando parcheggio nelle vie antistanti più vicine. Col rischio, quindi, di perdere nuovamente il treno”.
C’è chi, poi, tra i cittadini di Ladispoli, per evitare questo ulteriore fardello quotidiano oltre al già tanto agognato viaggio verso “Itaca” opta per l’utilizzo della bicicletta, cosa buona e giusta. Ed ecco spuntare, dunque, biciclette che vengono lasciate in ogni dove nella stazione. Particolare che non è sfuggito all’amministrazione, che in questi anni ha provato a installare nuove rastrelliere, ma sempre poche rispetto alla domanda. Problema al quale il delegato Moschetta ha pensato a una soluzione.
“Insieme all’Assessore alla Mobilità Lucio Latini che sta seguendo lo sviluppo dell’idea – ha dichiarato Moschetta – ho fatto dei sopralluoghi nello spiazzo interno alla stazione accanto ai servizi igienici. Il progetto che si sta sviluppando punta a trovare un accordo con le Ferrovie dello Stato per adibire tale spazio a parcheggio attrezzato per la sosta delle biciclette e recuperarlo allo stesso tempo dal degrado e dall’abbandono”.
Molto resta ancora da fare nella promozione di forme alternative all’uso dell’auto privata: il car sharing, il car pooling, la bicicletta e il miglioramento dei collegamenti dei trasporti pubblici sono solo alcune possibili soluzioni. Resta il fatto, tuttavia, che i parcheggi per le auto private sono del tutto insufficienti e mal serviti.
