“Sono una volontaria, una cittadina stufa di vedere lo sporco e il brutto intorno a sé. È iniziato tutto così, dopo una ennesima “arrabbiatura” passando per quello ‘scempio’ che è la Collatina ed entrando a Lunghezza, una borgata alla periferia di Roma est. ‘Basta’, mi sono detta’, non è possibile vivere in questo degrado, in questa ‘zozzeria’, mi sento umiliata, eppure non siamo nelle ‘favelas’, ma solo alla periferia di Roma”. Parte da qui il racconto di Maria Rosa e dell’intervento di pulizia effettuato nei giorni scorsi all’altezza della rotatoria di Lunghezza.
“Cosa posso fare – si è domandata – vado al piazzale della parrocchia, dove ci sono degli amici che si danno da fare per la polisportiva e gli propongo di dare una mano, du ripulire almeno la rotatoria della nostra borgata. Non li trovo in disaccordo. Qualche anno fa, come Associazione Insieme per Lunghezza, abbiamo chiesto in adozione quella rotatoria, ma ci è stata negata, anzi non ci hanno nemmeno risposto”.
“Carica come non mai – ha continuato – ho insistito dicendo che sarebbe stato assurdo che qualcuno ci contestasse il lavoro di “pulizia” che intendevamo fare. Insomma, alla fine entusiasti e carichi siamo partiti e, devo dire (io ho fatto ben poco del lavoro materiale) che questi uomini sono stati eccezionali, si sono presi così a cuore quello che stavano facendo. E hanno ripulito non solo la rotatoria, ma molto di più”.
“Questo lavoro è stato fatto piano piano – ha terminato Maria Rosa – ogni tanto veniva una persona nuova ad aiutare, c’era chi portava il caffé, chi si complimentava, chi ci ha aiutato a fresare, a tagliare le radici e i tronchi, chi ci ha portato la breccia o le piante o chi ha dato una offerta per comprare quello che ci serviva e servirà. Ecco – ha terminato – ora questa è la nostra rotatoria, la rotatoria di tutta Lunghezza. Sono convinta che gli esempi positivi debbano essere raccontati”.
