Natale e Capodanno, Mazzarino in versione guastafeste • Terzo Binario News

Natale e Capodanno, Mazzarino in versione guastafeste

Dic 14, 2023 | Ladispoli, Politica

“I politici sono le uniche persone al mondo che creano problemi e poi fanno campagna contro di essi.” Charles Reese.

Partiamo da questa simpatica definizione di un attore per tornare, nostro malgrado, sulle vicende del concerto di Capodanno.

Diciamo nostro malgrado perché ci eravamo proposti di abbandonare il tema dopo esserci mossi con ragionevolezza e distacco su una vicenda che lanciava molti interrogativi ai quali non è ancora stata data risposta.

Ma essere stati tirati in ballo durante il consiglio comunale da un personaggio di giunta che emulava il suo capo ci impone di approfondire la cosa.

Abbiamo già fatto notare che il concerto costava troppo in proporzione al prodotto offerto ai cittadini. Ebbene, ne siamo ancora più convinti visto che gli stessi dubbi sono stati posti a Cagliari, capoluogo di regione con una cittadinanza oltre 3 volte e mezza Ladispoli ed un bacino ben oltre 5 volte quello nostrano per un concerto di Marco Mengoni.

Il costo sarebbe stato circa il triplo di quello di Ladispoli ma per una intera serata di un personaggio che ha vinto un festival di Sanremo e vari premi, anche internazionali, ed il cui cachet, soprattutto, sarebbe costato quanto quello messo a budget a Ladispoli ma includerebbe anche i costi di produzione ed esecuzione. In ogni caso le polemiche ci sono state e nessuno ha reagito come l’amministrazione di Ladispoli, ma hanno dato risposte e il concerto ci sarà, ma avendo dato spiegazioni e scelto un artista ed una location credibili.

Che poi sia un successo saranno affari loro. Ben altra cosa rispetto ad un concerto di personaggi di nicchia, su una piazza secondaria di Ladispoli rispetto alla quale i giovani di zona hanno Roma a soli 30 minuti di macchina.

Il torbido però è arrivato in seguito quando l’artista principale previsto a Ladispoli, l’altro era chiaramente solo uno specchietto per allodole, ha dichiarato che lui prende meno di un terzo di quanto messo in preventivo fatto riscontrato con suoi altri cachet pagati altrove.

Era evidente che ci fosse del torbido in questi rapporti di cifre ed un giornale serio, quale cerchiamo di essere, lo dichiara apertamente, mentre un politico, se serio, giustifica con numeri e fatti invece di attaccare con ardimentoso sprezzo del ritegno, e quando fa così è per non spiegare come spende soldi pubblici.

Nel merito infatti, a giudicare dalla pubblicità sul sito, sembra che la parte artistica ed organizzativa non è stata una multinazionale con sede a Beverly Hills come nel caso di Cagliari, bensì una s.a.s. di Olbia che già in passato ha goduto di pari fiducia per organizzare eventi, da alcuni giudicati a prezzi elevati rispetto il prodotto offerto, sebbene assai inferiori a quello in questione.

L’organizzazione dell’evento, ed i soldi, dovevano essere affidati alla Pro Loco Ladispoli, come da Delibera di Giunta n.276 del 22 novembre u.s. incluso un minimo contributo regionale. La Pro Loco Ladispoli ha le capacità per farlo visto che organizza la Sagra del Carciofo e molti altri eventi, estivi e non.

Per fare questo il sindaco si è avvalso subito della possibilità di finanziare l’evento al 100% approvato in Consiglio Comunale ad Ottobre nella quale però spicca anche la frase “L’erogazione, salvo casi eccezionali, adeguatamente motivati, avverrà sulla base della documentazione da presentarsi, a consuntivo, quale prova delle spese effettivamente sostenute”.

Quindi ci aspettiamo che con un semplice accesso agli atti si trovino i giustificativi delle spese effettivamente sostenute o dovranno pur spiegare l’eccezionalità dell’evento.

La Pro Loco in realtà non è una società o un ente pubblico ma una Associazione che non ci risulta renda pubblici i suoi bilanci e neanche le procedure di scelta dei fornitori o dei parametri utilizzati per spendere cifre, pubbliche, non indifferenti restando tutto al suo interno.

Per quanto ne sappiamo le Pro Loco, fino a poco tempo fa, erano assimilate agli enti del terzo settore e dovrebbero essere iscritte al RUNTS Regionale con tutti gli obblighi che ne derivano, addirittura potrebbero, in alcuni casi, previsti dalla legge, dover essere soggette alle stesse regole degli Enti pubblici. Questa normativa è in evoluzione e a breve dovrebbero dover pubblicare tutto. Tuttavia chi ha governato la Pro Loco di Ladispoli fino ad oggi gode di stima, anche a livello nazionale, e siamo portati a pensar bene.

Se la Pro Loco raccoglie cifre in proprio fra socie e cittadini li spende come vuole e non deve certo rendere conto a nessuno, ma se gestisce o raccoglie soldi pubblici dovrebbe sempre darne conto. Ma non è un caso che questa amministrazione abbia peggiorato il quadro di trasparenza delle rendicontazioni sui soldi pubblici elargiti, aggravando i palesi difetti di molti regolamenti comunali che invece andrebbero sanati vista la mutata normativa.

Ma si sa, nel torbido si pesca meglio. Ladispoli non è certo un esempio di virtuosa trasparenza, che parte dagli accessi agli atti e va oltre. Nel merito del Capodanno abbiamo già detto, il sindaco, sbeffeggiato anche in TV per il suo consueto rituale di affermare che non conosceva le frasi incriminate ha fatto dietro front, ed il concerto del rapper non si farà. Ma che strano! Forse allora anche il nostro ‘giornalino’ aveva le sue ragioni, noi sappiamo di sì e vedremo come proseguire. Ma i 345mila€ dovranno essere spesi e, pertanto, con granitica tenacia il sindaco ha ribadito che saranno spesi ma, al momento in cui scriviamo, non sappiamo bene come.

Di certo, dopo il flop della ruota, è magicamente apparso un albero di Natale, forse parente di Spelacchio, ma vedremo quali ulteriori spese vi saranno. Siamo ormai a pochi giorni dal Natale e molto poteva essere fatto prima per abbellire e rendere la città più invitante per chi avesse voluto trascorrere festività meno stressate.

Ci sentiamo di dire che è totalmente mancata una visione delle festività, puntando tutto su un evento non adeguato al contesto e a costi faraonici rispetto a quanto offerto, tutto portato avanti con la consueta saccenza ed arroganza alla “Grande Dittatore” di Chaplin.

Anche in consiglio, alle Mozioni & Interrogazioni si è ripetuto il solito stucchevole repertorio di slalom che ha come fine sempre il solito aggredire ed offendere rigirando la frittata con accuse senza mai spiegare come invece può fare solo chi sia nel giusto.

“Quando recitiamo troppo la parte di un grande uomo, sembriamo molto piccoli” Philippe Néricault Destouches siano essi gli Hinkel di turno che i Napoloni di scodacchio.

cardinal Mazzarino