Nata la provincia di Civitavecchia • Terzo Binario News

Fresco di firma il decreto del premier Conte

Il premier Giuseppe Conte ha firmato poco dopo la mezzanotte il decreto per Civitavecchia Provincia.

Ci son voluti decenni ma alla fine la città portuale ha conquistato il suo territorio di competenza togliendo a Viterbo tutta la fetta costiera e buona parte della Tuscia, andandosi a prendere l’area del lago di Nepi e quella di Bracciano. Convenzionalmente verrà indicata con la sigla CV.

Naturalmente felice il sindaco di Civitavecchia Ernesto Tedesco che sta già studiando l’aliquota di un balzello – denominato la Vecchia Tassa – da applicare a tutti i comuni riottosi all’annessione. Non solo: pronta una quota consistente di rifiuti indifferenziati dei civitavecchiesi che verrà riversata nelle strade a chi si mostrerà ostile verso il nuovo assetto istituzionale.

Il primo cittadino di santa Marinella Pietro Tidei ha avuto un sussulto istituzionale: “Il presidente della nuova Provincia non posso che essere io vista l’anzianità di servizio! E sarà u a provincia coi baffi !”

Furioso il sindaco leghista di Ladispoli Alessandro Grando, che ha già chiesto la scissione al grido di “Vecchia Ladrona”.

Spiazzati i sindaci etruschi Alessandro Giulivi e Alessio Pascucci, rispettivamente di Tarquinia e Cerveteri che non si aspettavano di subire un assalto saraceno così all’improvviso.

Sottratte anche le frazioni di Maccarese e Fregene dopo un sollecito dei civitavecchiesi al sindaco (“ahooooooooo a noe sant’Agustino nun ce basta più e le tarquignese vonno troppe sorde. A Citavecchia ce so’ troppe scoje, annamise a pia’ Freggene che volemo fa le castelle de sabbia) che Montino è stato ben felice di cedere in quanto riottose al potere centrale. Era stata offerta anche Aranova ma è stata rifiutata perché inglobata ad essa c’è l’inquietante Testa di Lepre.

Sommosse nella rivale Viterbo, che si è vista più che dimezzare il territorio provinciale. Conte ha spiegato che fra le due città vince quella con il mare anche perché le nocciole non gli piacciono.

Non solo: c’è stato anche lo “sconfinamento” a nord in Toscana con l’annessione al nuovo soggetto amministrativo del comune di Capalbio per la felicità dei grossetani (“tanto quello è giusto un covo di radical chic specie nello Scalo, che quei sudici se ne vadano pure con i loro amici civitavecchiesi” avrebbe confessato segretamente il presidente della provincia maremmana Antonfrancesco Vivarelli Colonna).

(A scanso di equivoci, è il nostro pesce d’aprile che serve solo a distrarsi un po’) a.v.