Mazzarino e le zone d'ombra sui campeggi di Ladispoli • Terzo Binario News

Mazzarino e le zone d’ombra sui campeggi di Ladispoli

Giu 3, 2023 | Ladispoli, Politica

Nello scorrere sui social le reazioni alla precedente uscita cardinalizia, dedicata alla declamata soluzione al problema delle attività ricettive di Ladispoli, si è proceduto a una versione più schematica.

Nel rispetto dei lettori, vanno riassunti i punti anche andando il pezzo precedente (https://www.terzobinario.it/mazzarino-bastona-sulle-aree-ricettive-di-ladispoli/).

Purtroppo la sintesi è difficile quando ci si avventura nelle paludi dell’amministrazione pubblica italiana, ma ci si prova anche a costo di semplificare troppo.

I campeggi sono una risorsa importante per Ladispoli, in quanto le molte centinaia di camperisti che soggiornano un paio di mesi l’anno portano comunque acquisti presso i negozi, occupazione di personale e ricchezza per gli imprenditori del settore, tutte aspetto che generano economia per il Comune.

Le strutture dei campeggi vennero chiuse nel 2016, era sindaco Paliotta, in quanto, come tutti ben sapevano, operavano in violazione della normativa urbanistica sulla destinazione d’uso dei suoli ed ospitavano, oltre ai camper, vari abusi edilizi all’epoca non sanati.

L’idea dell’epoca era di sanare tutto con la variante di PRG ma, nel frattempo, si era anche consolidata la normativa VAS. Tuttavia va anche detto chiaramente che certi imprenditori – non tutti – hanno il braccino corto ed è più comodo operare senza troppe tasse fra i piedi.

Il problema era complesso per il sommarsi del problema penale, amministrativo ed ambientale per via della vicinanza della Palude di Torre Flavia, tutto ciò coinvolgeva vari enti per poter essere risolto.

Comincia così l’iter per risolvere il problema. Nel 2017 cambia la giunta e si passa a Grando. Il problema viene affrontato con due Delibere di Consiglio ed una conferenza servizi complessiva e poi tutto viene inviato in Regione per la VAS.

I maliziosi fanno notare come tanta rapidità ed attenzione fosse anche per il grande interesse della famiglia Grando proprietaria di uno dei campeggi bloccato dal sequestro e dagli abusi edilizi.

La Regione Lazio fa il suo dovere, anche magnanimo, e risponde nei tempi dovuti approvando la VAS con prescrizioni precise in merito agli abusi edilizi, garanzie per fogne, acqua, e depurazione, nonché attenzione alle dune ed all’ambiente.

Siamo a Ottobre 2019. La palla torna quindi al sindaco Grando che poteva informare i cittadini e creare le condizioni per procedere velocemente in massima trasparenza.

Invece la pratica rimane nei cassetti anche se alcuni imprenditori sapevano e sogghignavano aspettando la soluzione definitiva, e soprattutto gratuita. Nulla accadde di pubblico e trasparente, pochi sapevano e nessuno agiva.

Arriva il covid con lo stop totale durato circa otto mesi, fino a fine estate 2021. Da quel momento tutto l’iter avrebbe potuto ricominciare invece nulla ed anche la giunta Grando continua ad autorizzare bancarelle stagionali e affitto ombrelloni con parcheggi sul campo, spettacolo abbastanza indecoroso ai nostri tempi.

Passa così anche l’estate 2022. Improvvisamente, a dicembre 2022 si costituisce una società a Roma, la Gotha Beach srl, iscritta con attività primaria per gestione stabilimenti balneari, capitale sociale minimo, costituita da 5 soci, fra i quali due geometri di Ladispoli ed un ingegnere di Nettuno, comunque tecnici che operano a Ladispoli.

Infatti si trovano progetti elaborati per conto della società Piazza Grande, la stessa del Palasport, via Aurelia km 38 e costruzioni in centro.

Questo per dire che conoscono e lavorano su Ladispoli. La Gotha Beach chiede, legittimamente, la conferenza dei Servizi per realizzare un progetto sul terreno che coincide con quello del Queen della famiglia Grando.

Tutto si svolge nei tempi previsti dalla legge e si chiude, anche se nella fretta con una integrazione successiva, con l’autorizzazione concessa giusto in tempo per fare il tutto esaurito per l’estate 2023.

Agli atti risulta una perizia giurata, fondamentale per la concessione, firmata da uno dei soci, e sicuramente balza agli occhi.

Probabilmente tutto lecito ma con delle ombre che lasciano perplessi in quanto nella procedura si è ricorso al “silenzio assenso” che implica “senza restrizioni” per ben 4 atti fondamentali.

Gli enti che non hanno risposto dichiarando implicitamente l’assenso ma senza assumersene responsabilità sono, nientepopodimenoche: ACEA ATO2, ASL Rm4 e perfino il Corpo di Polizia Locale ed il Demanio Comunale.

Certo il “silenzio assenso senza restrizioni” non è il massimo per la tutela del bene pubblico di chi cura le forniture a tutti di acqua e depurazione, o ne tuteli la salute o la sicurezza.

Forse ACEA era troppo impegnata a riscuotere laute bollette dai ladispolani. Dal sapore anche vagamente comico il “silenzio assenso senza restrizioni” del Corpo di Polizia Locale e Demanio Comunale, praticamente il Comune che chiede a sé stesso un parere ma non si risponde, chissà forse sono in lite familiare.

Abbastanza risibile, ma anche indizio che qualcosa non convince. Di fatto resta che una sola attività, sul campeggio della famiglia Grando ha già fatto il tutto esaurito mentre tutti gli altri imprenditori stanno a guardare, spernacchiati e colpevolizzati di inerzia, ma forse ripartiranno imitando e sperando nella stessa magnanimità.

Certo i risultati li avranno fra 90 giorni e nel frattempo scadranno i 60 per i ricorsi al TAR ma si sa “Se un uomo non è disponibile a correre qualche rischio per le proprie idee, o le sue idee non valgono nulla o è lui che non vale nulla“ — Ezra Pound.

cardinal Mazzarino