Manifestano in via Veneto i 54 lavoratori espulsi dall'Archivio di Pratica di Mare • Terzo Binario News

Manifestano in via Veneto i 54 lavoratori espulsi dall’Archivio di Pratica di Mare

Giu 16, 2015 | Cronaca, Politica, Roma

bnl

In via Veneto, nei pressi della Banca Bnl di Roma, continuano a manifestare i lavoratori dell’Archivio Bnl di Pratica di Mare con un sit-in  per le 54 espulsioni dal lavoro a Pomezia. Secondo la nota ricevuta dalla sigla sindacale Filcmas Cgil: “Per 54 lavoratori il 29 maggio 2015 è stato l’ultimo giorno di lavoro. Per molti non sarà una novità, visto il periodo in cui ci troviamo e dove molti perdono il lavoro, ma si sono liberati di noi.”
Si apre così la nota di denuncia a firma dei 54 lavoratori dell’Archivio Bnl di Pratica di Mare, che continua: “Si sono succedute cooperative e ditte esterne, l’ultima è la Scaiservice, ma noi siamo rimasti sempre lì ad onorare il nostro posto di lavoro. Abbiamo dato nel corso degli anni – continua la nota – tutto e di più e facciamo anche lavori che non ci competono da contratto.”
Gran parte dei problemi nascono dal 2006, quando il gruppo francese Bnp Paribas, entra nel gruppo Bnl ed impone in qualche modo le nuove direttive gestionali e lavorative, con un riassetto degli archivi Bnl di Pratica di Mare.
“Dal 2006 ad oggi abbiamo accentrato tutti gli archivi della Bnl d’Italia a Pratica di Mare. Abbiamo reso il centro archivi Bnl un fiore all’occhiello. Facciamo svariati servizi a basso costo”, si legge nella nota dei lavoratori.
Lavoratori che si sono rivolti al giudice del lavoro, accusando Bnl – Bnp Paribas di intermediazione illegittima di manodopera e appalto illecito, chiedendo che la banca li regolarizzasse. Inoltre, sostengono di aver sempre lavorato a fianco dei 15 impiegati dell’istituto che lavorano nel centro vicino a Pomezia, svolgendo compiti simili con salario più basso.
Alla domanda se avessero contattato le autorità politiche capitolino hanno risposto con un no secco. Eppure si fanno sentire con i fischietti, slogan e bandiere, in una zona nevralgica per la città e visibili accanto l’Hard Rock Cafè di Via Veneto.
La denuncia dei lavoratori conclude sostenendo di essere state vittime di ricatto: “La nuova assunzione prevede oltre la rinuncia incondizionata della causa, nei confronti del committente, un contratto a tutele crescenti introdotto dal Jobs Act, con il risultato di azzerare la nostra normativa contrattuale. Un vero ricatto per noi lavoratori, architettato ad hoc da committente e gestore del lavoro. Noi abbiamo lavorato fino al 29 maggio 2015 decidendo di resistere e di far valere i nostri diritti.”