Ladispoli appare essere molto lontana dalla natura per quanto riguarda le leggi che la maggioranza mal digerisce.
Non c’è altra spiegazione per comprendere per quale motivo il sito del Comune continui a mostrare criticità di accesso che comportano per l’utente la rinuncia alla protezione standard per un problema di certificato.
Anche in ambito dei dati relativi ai consiglieri notiamo moltissime carenze rispetto a quanto previsto dalla legge ovvero curriculum, dichiarazioni.
Ma la chicca è che nello Storico dell’Albo Pretorio non sia disponibile lo scarico degli atti, delibere e determine che, dopo il periodo di pubblicazione, dovrebbero essere disponibili per cinque anni.
Il motivo è chiaro, se oggi il comune pubblica un atto con riferimenti a qualcosa di pubblicato alcuni mesi prima, il cittadino deve poter scaricare il primo atto e comprendere la legittimità del secondo, e magari potersi tutelare.
Invece, da qualche settimana, gli atti dallo storico non sono più disponibili allo scarico per essere visualizzati. Un durissimo colpo alla trasparenza e ai diritti dei cittadini.
Viceversa un grosso vantaggio per chi bazzica gli uffici per propri interessi e ottenendo due o tre atti a distanza di un mese uno dall’altro può depistare i legittimi controlli.
Ormai è chiara la deriva che questa amministrazione ha imposto alla legalità, mal sopportando i controlli, al motto di “non disturbate il conducente”.
Deprimente è l’accondiscendenza a questa deriva da parte di chi, responsabile di fronte al Prefetto, dovrebbe tutelare la terzietà ed imporre il rispetto delle regole.
All’opposizione va contestato di essere troppo morbida con queste violazioni, i consiglieri hanno dei diritti e debbono esercitarli, incluso chiamare le forze dell’ordine ed imporre i propri diritti.
Ora è loro dovere imporre il rispetto dei diritti propri e dei cittadini anche a costo di qualche esposto. Invece assistiamo in continuazione a violazioni nel diritto di accesso agli atti, trascuratezza nell’adempiere alle normative ed ora anche un ruolo attivo di ostacolo all’accesso ai documenti che, per legge, dovrebbero essere disponibili.
Il Comune di Ladispoli è diventato ormai una depandance di uffici di terze parti vista la velocità con la quale gli uffici valutano le proposte che arrivano secretando gli scopi che esse, più o meno legittimamente, sottendono.
Velocità notevole che trova subito attenzione del sindaco, meno attento rispetto alla tutela dell’ambiente e del territorio. “La legge è uguale per tutti, basta essere raccomandati.” Marcello Marchesi.
carninal Mazzarino
